🎯 Punti Chiave di Questa Guida
- La durata del preavviso dipende dal CCNL, livello e anzianità — NON è uguale per tutti
- Il preavviso per il licenziamento è generalmente più lungo di quello per le dimissioni
- Se non rispetti il preavviso ti viene trattenuta l indennità sostitutiva dallo stipendio/TFR
- Il datore può esonarti dal preavviso pagandoti l indennità sostitutiva
- Durante malattia e ferie il preavviso è generalmente sospeso (dipende dal CCNL)
Cos è il Preavviso e a Cosa Serve
Questa sezione approfondisce in dettaglio tutti gli aspetti normativi e pratici. Le informazioni sono aggiornate alla normativa vigente e ai più recenti orientamenti giurisprudenziali. Per situazioni specifiche si consiglia sempre di rivolgersi a un professionista qualificato (consulente del lavoro, avvocato, commercialista).
Durata del Preavviso per i Principali CCNL
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Differenza tra Dimissioni e Licenziamento
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L Indennità Sostitutiva del Preavviso
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Esonero dal Preavviso
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Sospensione del Preavviso in Malattia e Ferie
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Preavviso e TFR
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Consigli Pratici
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❓ Domande Frequenti
Dipende dal CCNL. Nel Commercio i giorni sono di calendario. Nel Metalmeccanico sono mesi di calendario. In altri CCNL possono essere giorni lavorativi. Verifica sempre il tuo contratto specifico.
No, anzi. Se il datore ti esonera dal lavorare durante il preavviso, deve comunque pagarti l'indennità sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione che avresti percepito lavorando. In pratica, vieni pagato senza lavorare.
Il preavviso si sospende per il periodo della malattia: i giorni di malattia non vengono conteggiati e il rapporto si prolunga di pari durata. Esempio: 30 giorni di preavviso, ti ammali per 10 giorni → il rapporto cessa effettivamente dopo 40 giorni totali. La malattia durante il preavviso è regolarmente retribuita dall'INPS al 100% (per i primi 3 giorni a carico del datore). Vale per dimissioni e licenziamento, salvo dimissioni per giusta causa o licenziamento per giusta causa.
Sì, ma è una decisione del datore di lavoro, non un diritto del lavoratore. Il datore può: 1) esonerarti completamente dal preavviso (ti paga l'indennità sostitutiva e tu sei libero subito); 2) esonerarti parzialmente (es. solo gli ultimi 7 giorni); 3) negare l'esonero e pretendere la prestazione fino alla data finale. Se nega ma tu te ne vai prima, ti può chiedere indennità sostitutiva trattenendola sull'ultimo stipendio.
Le ferie residue maturate e non godute alla data di cessazione vengono monetizzate nell'ultima busta paga, salvo accordo per assorbirle nel preavviso. Esempio: 10 giorni di ferie + 30 di preavviso → puoi: 1) lavorare 30 giorni e farti pagare 10 giorni di ferie; 2) lavorare 20 giorni e usare 10 giorni come ferie. Le ferie liquidate sono soggette a IRPEF ordinaria (sommate al lordo dell'ultimo mese), ma non a contribuzione INPS sulla quota di ferie del corrente anno.
Per le dimissioni la data di decorrenza è quella indicata nel modello telematico ("data di cessazione") che inserisci sul portale del Ministero del Lavoro o tramite patronato. Il datore deve riceverla almeno il giorno prima dell'inizio del preavviso. Se la comunicazione orale precede la formalizzazione, vale comunque la data del modello telematico ai fini contrattuali. Per il licenziamento la data di decorrenza è quella di ricezione della lettera raccomandata o PEC.
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Iscriviti GratisLe informazioni contenute in questa guida hanno finalità puramente informative e divulgative. Non costituiscono consulenza legale, fiscale o professionale. Per situazioni specifiche si consiglia di rivolgersi a un consulente del lavoro, un commercialista o un avvocato specializzato in diritto del lavoro. Nonostante il massimo impegno nell'aggiornamento dei contenuti, le normative possono variare: verifica sempre le fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate, Gazzetta Ufficiale).