NASPI 2026: Guida Completa alla Disoccupazione – Requisiti, Importo, Durata e Domanda

📅 Aggiornato: 01 April 2026 ⏱️ 25 min di lettura 📊 2,369 parole

🎯 Punti Chiave di Questa Guida

  • La NASPI spetta ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro (licenziamento, scadenza contratto, dimissioni per giusta causa)
  • Servono almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la disoccupazione
  • L'importo massimo nel 2026 è di 1.584,70 euro mensili lordi (Circolare INPS 4/2026)
  • La durata è pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi
  • La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro
  • Dal 4° mese l'importo si riduce del 3% ogni mese (décalage)

Cos'è la NASPI e a Chi Spetta

La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale Per l'Impiego) è l'indennità di disoccupazione introdotta dal Jobs Act nel 2015 (D.Lgs. 22/2015) che ha sostituito le precedenti indennità ASpI e Mini-ASpI. Si tratta di un sostegno economico mensile erogato dall'INPS ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il posto di lavoro e che soddisfano determinati requisiti contributivi e lavorativi.

La NASPI rappresenta uno dei principali ammortizzatori sociali del sistema italiano e ha lo scopo di garantire un reddito temporaneo a chi si trova senza lavoro, permettendogli di affrontare il periodo di disoccupazione con maggiore serenità mentre cerca una nuova occupazione. Capire come funziona, a chi spetta e come richiederla è essenziale per ogni lavoratore dipendente, perché prima o poi nella carriera lavorativa ci si potrebbe trovare nella situazione di doverla richiedere.

Chi Ha Diritto alla NASPI

La NASPI spetta a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, compresi gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperativa con rapporto di lavoro subordinato, il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato, e i dipendenti a tempo determinato della Pubblica Amministrazione. Non spetta invece ai dipendenti pubblici a tempo indeterminato, ai lavoratori agricoli (che hanno una propria indennità), ai lavoratori extracomunitari con permesso di lavoro stagionale e agli operai agricoli.

Il requisito fondamentale è la perdita involontaria del lavoro. Questo comprende diverse situazioni: il licenziamento per giustificato motivo oggettivo (ragioni economiche o organizzative dell'azienda), il licenziamento per giustificato motivo soggettivo (inadempimento degli obblighi contrattuali), il licenziamento per giusta causa, la scadenza naturale di un contratto a tempo determinato, la risoluzione consensuale intervenuta in sede di conciliazione presso l'Ispettorato del Lavoro, le dimissioni per giusta causa e le dimissioni presentate durante il periodo tutelato di maternità o paternità.

✅ Dimissioni per Giusta Causa: Quando Spetta la NASPI

Le dimissioni per giusta causa si verificano quando il lavoratore è costretto a dimettersi per comportamenti gravi del datore di lavoro. I casi più comuni sono: mancato pagamento dello stipendio per almeno due mensilità, molestie sessuali o morali (mobbing), modifiche peggiorative delle condizioni di lavoro senza consenso, trasferimento della sede di lavoro senza giustificato motivo e oltre i limiti ragionevoli, mancata applicazione delle norme di sicurezza sul lavoro. In questi casi, hai diritto alla NASPI come se fossi stato licenziato. L'INPS potrebbe richiedere documentazione a supporto (lettere, diffide, denunce).

I Requisiti per Ottenere la NASPI

Per avere diritto alla NASPI, oltre alla perdita involontaria del lavoro, devi possedere due requisiti specifici che riguardano la tua storia contributiva e la tua dichiarazione di disponibilità.

Requisito contributivo: devi avere almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro. Per il calcolo si considerano tutti i contributi versati come lavoratore dipendente, a prescindere dal datore di lavoro. Sono utili anche i contributi figurativi per maternità obbligatoria e i periodi di congedo parentale, a condizione che ci sia stata una precedente contribuzione effettiva. Non sono utili i contributi da lavoro autonomo o da gestione separata.

Dichiarazione di immediata disponibilità (DID): devi rilasciare una dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. Questa viene rilasciata automaticamente quando presenti la domanda di NASPI all'INPS, che la trasmette all'ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro) e al Centro per l'Impiego competente. Dovrai poi recarti al Centro per l'Impiego per sottoscrivere il Patto di Servizio Personalizzato, che prevede obblighi di partecipazione a iniziative di orientamento, formazione e politiche attive del lavoro.

⚠️ Attenzione: Condizionalità

La NASPI è soggetta a obblighi di condizionalità: il beneficiario deve partecipare regolarmente alle iniziative di attivazione lavorativa proposte dal Centro per l'Impiego e non può rifiutare offerte di lavoro congrue senza giustificato motivo. La mancata partecipazione o il rifiuto ingiustificato possono comportare la decadenza dal diritto alla NASPI.

Come Si Calcola l'Importo della NASPI

Il calcolo dell'importo della NASPI segue un meccanismo specifico che tiene conto della tua retribuzione media degli ultimi 4 anni. Vediamo passo dopo passo come si determina quanto percepirai ogni mese.

Passo 1 — Calcolo della retribuzione media mensile: si prende la retribuzione imponibile ai fini previdenziali (la base su cui vengono calcolati i contributi INPS) degli ultimi 4 anni e si divide per il numero di settimane di contribuzione nello stesso periodo. Il risultato si moltiplica per il coefficiente 4,33 per ottenere la retribuzione media mensile.

Passo 2 — Applicazione delle percentuali: se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a un importo soglia stabilito ogni anno dall'INPS (1.456,72 euro nel 2026, verificare la circolare INPS annuale), l'indennità è pari al 75% di tale retribuzione. Se la retribuzione media è superiore alla soglia, si aggiunge il 25% della differenza tra la retribuzione media e la soglia stessa.

Passo 3 — Applicazione del massimale: in ogni caso, l'importo della NASPI non può superare un massimale annualmente rivalutato dall'INPS (1.584,70 euro mensili lordi nel 2026). Il massimale si applica indipendentemente da quanto elevata fosse la tua retribuzione precedente.

📝 Esempio di Calcolo NASPI

Mario ha lavorato come impiegato per 3 anni con una retribuzione media mensile di 1.800 euro. Il calcolo della sua NASPI sarà: 75% di 1.425 = 1.068,75 euro, più 25% di (1.800 – 1.425) = 25% di 375 = 93,75 euro. Totale NASPI mensile lorda: 1.068,75 + 93,75 = 1.162,50 euro. Su questo importo si applicano le trattenute IRPEF (la NASPI è soggetta a tassazione). L'importo netto sarà quindi inferiore.

Il Décalage: La Riduzione Progressiva dell'Importo

Un aspetto molto importante da conoscere è il meccanismo di décalage, ovvero la riduzione progressiva dell'importo della NASPI nel tempo. A partire dal primo giorno del 4° mese di fruizione (91° giorno), l'importo della NASPI si riduce del 3% ogni mese. Questo meccanismo è stato introdotto per incentivare la ricerca attiva di una nuova occupazione.

In pratica, se il tuo importo iniziale è di 1.000 euro mensili, dal 4° mese sarà di 970 euro, dal 5° mese di 940 euro, dal 6° mese di 910 euro, e così via. La riduzione è significativa nel lungo periodo: dopo 12 mesi di NASPI, l'importo si sarà ridotto di circa il 27% rispetto al valore iniziale.

Quanto Dura la NASPI

La durata della NASPI è calcolata in base alla tua storia contributiva ed è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, con un massimo di 24 mesi (104 settimane). Questo significa che per ottenere la durata massima di 2 anni devi aver versato almeno 4 anni pieni di contributi nel quadriennio precedente.

Facciamo alcuni esempi pratici di calcolo della durata. Con 2 anni di contributi (104 settimane) la durata sarà di 52 settimane, cioè circa 12 mesi. Con 3 anni di contributi (156 settimane) la durata sarà di 78 settimane, cioè circa 18 mesi. Con 4 anni di contributi (208 settimane) la durata sarà di 104 settimane, cioè 24 mesi che è il massimo. Con solo 26 settimane di contributi la durata sarà di 13 settimane, cioè circa 3 mesi.

Settimane Contributive (4 anni)Durata NASPIMesi Circa
26 settimane13 settimane3 mesi
52 settimane (1 anno)26 settimane6 mesi
104 settimane (2 anni)52 settimane12 mesi
156 settimane (3 anni)78 settimane18 mesi
208+ settimane (4 anni)104 settimane24 mesi (max)

Come Presentare Domanda di NASPI

La domanda di NASPI si presenta esclusivamente in via telematica, attraverso uno dei seguenti canali a tua scelta. Puoi usare il sito INPS (www.inps.it) accedendo con SPID, CIE o CNS e seguendo il percorso "Prestazioni e Servizi" poi "Servizi" poi "NASpI: indennità mensile di disoccupazione". In alternativa puoi chiamare il Contact Center INPS al numero 803.164 (da fisso, gratuito) o 06.164.164 (da cellulare, a pagamento). Infine puoi rivolgerti a un patronato o CAF che presenterà la domanda per tuo conto gratuitamente.

La domanda deve essere presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Questo termine è tassativo: se presenti la domanda in ritardo, non perdi il diritto alla NASPI ma perdi i giorni di indennità compresi tra la scadenza del termine e la data di presentazione della domanda.

Documenti e Informazioni Necessari

Per presentare la domanda di NASPI dovrai avere a disposizione le seguenti informazioni e documenti: credenziali SPID (o CIE o CNS) per l'accesso al sito INPS, codice fiscale, dati dell'ultimo rapporto di lavoro (data inizio e fine, datore di lavoro), IBAN del conto corrente su cui ricevere i pagamenti (deve essere intestato o cointestato a te), ultima busta paga (utile per verificare i dati), eventuale documentazione a supporto delle dimissioni per giusta causa (se è il tuo caso).

Da Quando Decorre la NASPI

La decorrenza della NASPI dipende dalla tempestività della domanda. Se presenti la domanda entro l'8° giorno dalla cessazione del rapporto, la NASPI decorre dall'8° giorno stesso (c'è sempre un periodo di "carenza" di 8 giorni). Se presenti la domanda dopo l'8° giorno ma entro il 68°, la NASPI decorre dal giorno successivo alla presentazione della domanda. Se la cessazione del rapporto è avvenuta durante il periodo di preavviso non lavorato ma retribuito (indennità sostitutiva del preavviso), la NASPI decorre dall'8° giorno successivo alla fine del periodo di preavviso teorico.

NASPI e Nuovo Lavoro: Compatibilità e Sospensione

Uno degli aspetti più importanti e frequentemente fraintesi della NASPI riguarda la sua compatibilità con nuove attività lavorative. Le regole variano a seconda del tipo di lavoro trovato e del reddito previsto.

Compatibilità con Lavoro Subordinato

Se trovi un nuovo lavoro dipendente durante la NASPI, la situazione dipende dalla durata del contratto e dal reddito annuo previsto. Se il contratto ha durata fino a 6 mesi e il reddito annuo è inferiore a 8.500 euro, la NASPI viene sospesa per la durata del contratto e riprende automaticamente alla scadenza. Se il contratto ha durata superiore a 6 mesi o se il reddito supera gli 8.500 euro annui, puoi comunque mantenere la NASPI a condizione di comunicare all'INPS il reddito presunto entro 30 giorni dall'assunzione. L'importo della NASPI verrà ridotto di un importo pari all'80% del reddito previsto rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio attività e la data di fine indennità.

Compatibilità con Lavoro Autonomo

Se avvii un'attività di lavoro autonomo o di impresa individuale, puoi mantenere la NASPI a condizione che il reddito annuo presunto non superi i 5.500 euro (per lavoro autonomo) o 8.500 euro (nel caso di impresa individuale). Devi comunicare all'INPS il reddito presunto entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. L'importo della NASPI verrà ridotto dell'80% del reddito previsto. Se richiedi l'anticipazione della NASPI in un'unica soluzione per avviare l'attività, perdi il diritto alla NASPI residua.

Anticipazione NASPI in Un'Unica Soluzione

Un'opzione molto interessante per chi vuole mettersi in proprio è l'anticipazione della NASPI. Puoi richiedere il pagamento in un'unica soluzione di tutte le mensilità di NASPI residue se intendi avviare un'attività di lavoro autonomo, un'impresa individuale, sottoscrivere una quota di capitale di una cooperativa. La domanda va presentata entro 30 giorni dall'inizio dell'attività (o entro 30 giorni dalla domanda di NASPI se l'attività era già in corso). L'importo anticipato non è soggetto a contributi INPS ma è tassato con le normali aliquote IRPEF.

⚠️ Attenzione all'Anticipazione

Se richiedi l'anticipazione e poi vieni assunto come dipendente entro il periodo corrispondente alla NASPI anticipata, dovrai restituire l'intero importo anticipato. Fa eccezione solo il caso in cui l'assunzione avvenga presso la cooperativa di cui hai sottoscritto la quota di capitale.

Cause di Sospensione e Decadenza dalla NASPI

Esistono diverse situazioni che possono portare alla sospensione o alla perdita definitiva del diritto alla NASPI. È fondamentale conoscerle per evitare spiacevoli sorprese che ti priverebbero del sostegno economico nel momento in cui ne hai più bisogno.

La NASPI viene sospesa nei seguenti casi: nuova occupazione subordinata di durata fino a 6 mesi con reddito inferiore a 8.500 euro annui (la NASPI riprende automaticamente alla fine del contratto), e periodo di maternità indennizzata (la NASPI viene sospesa e si allunga per un periodo pari a quello di maternità).

La NASPI decade definitivamente in questi casi: perdita dello stato di disoccupazione (ad esempio per un nuovo lavoro a tempo indeterminato o determinato con reddito superiore alle soglie), mancata partecipazione senza giustificato motivo alle iniziative di orientamento, formazione o riqualificazione proposte dal Centro per l'Impiego, rifiuto di un'offerta di lavoro congrua senza giustificato motivo, raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, acquisizione del diritto all'assegno ordinario di invalidità (a meno che non si opti per la NASPI), inizio di un'attività di lavoro autonomo o subordinato senza comunicazione all'INPS nei termini previsti.

La NASPI e le Tasse: Aspetti Fiscali

La NASPI è soggetta a tassazione IRPEF come qualsiasi reddito di lavoro dipendente. L'INPS applica le ritenute IRPEF direttamente sull'importo lordo prima del pagamento. Nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi), la NASPI percepita va indicata come reddito di lavoro dipendente e concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF, delle addizionali regionali e comunali e dell'ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente).

L'INPS rilascia ogni anno la Certificazione Unica (CU) che certifica gli importi di NASPI percepiti e le ritenute IRPEF effettuate. Questo documento è necessario per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Se nello stesso anno hai percepito sia redditi da lavoro che NASPI, dovrai presentare la dichiarazione dei redditi per il conguaglio fiscale, perché le ritenute applicate separatamente dai due sostituti d'imposta (datore di lavoro e INPS) potrebbero non corrispondere all'IRPEF effettivamente dovuta sul reddito complessivo.

Consigli Pratici per Chi Deve Richiedere la NASPI

Per concludere questa guida, ecco alcuni consigli pratici basati sull'esperienza di migliaia di lavoratori che hanno richiesto la NASPI. Questi suggerimenti ti aiuteranno a gestire al meglio il periodo di disoccupazione e a non commettere errori che potrebbero costarti caro.

Presenta la domanda il prima possibile dopo la cessazione del rapporto di lavoro, idealmente entro i primi 8 giorni. Ogni giorno di ritardo è un giorno di NASPI perso. Non aspettare di ricevere la lettera di licenziamento per posta o altri documenti: puoi presentare la domanda anche solo con il codice fiscale e i dati del rapporto di lavoro.

Attiva subito lo SPID se non ce l'hai già: è il modo più rapido per presentare la domanda online e per accedere a tutti i servizi INPS. In alternativa, rivolgiti a un patronato che farà tutto gratuitamente per te e ti seguirà anche nel rapporto con il Centro per l'Impiego.

Tieni un registro dettagliato di tutte le attività di ricerca lavoro che svolgi: candidature inviate, colloqui sostenuti, corsi frequentati. Queste informazioni potrebbero esserti richieste dal Centro per l'Impiego nell'ambito del Patto di Servizio e della condizionalità.

Se trovi un lavoretto occasionale o un contratto breve, non rinunciare alla NASPI senza prima verificare la compatibilità. In molti casi puoi mantenere la NASPI (ridotta) anche lavorando, a patto di comunicare tutto all'INPS nei termini previsti. Non comunicare un'attività lavorativa all'INPS è il modo più sicuro per perdere la NASPI e rischiare di dover restituire quanto percepito.

Infine, se stai pensando di metterti in proprio, valuta attentamente l'opzione dell'anticipazione della NASPI in un'unica soluzione. Può essere un ottimo capitale iniziale per avviare la tua attività, ma ricorda che se poi vieni assunto come dipendente durante il periodo coperto dall'anticipazione, dovrai restituire l'intero importo.

❓ Domande Frequenti

In generale no, le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASPI. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa (mancato pagamento stipendio, mobbing, trasferimento non concordato, molestie) e le dimissioni durante il periodo tutelato di maternità/paternità (entro il primo anno di vita del bambino). In questi casi la NASPI spetta come per un licenziamento.

La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Se la presenti in ritardo, perdi i giorni tra la scadenza e la presentazione. È quindi fondamentale non aspettare e presentarla il prima possibile per non perdere nemmeno un giorno di indennità.

Sì, ma con alcune condizioni. Se trovi un lavoro subordinato con reddito annuo inferiore a 8.500 euro, la NASPI viene sospesa (se il contratto dura meno di 6 mesi) o puoi mantenerla con comunicazione all'INPS. Se trovi lavoro autonomo con reddito presunto inferiore a 5.500 euro annui, puoi mantenerla comunicandolo entro 30 giorni. In entrambi i casi, devi comunicare all'INPS.

L'importo dipende dalla retribuzione media degli ultimi 4 anni. Si calcola il 75% della retribuzione media mensile fino a un importo soglia (1.456,72 euro nel 2026), più il 25% della parte eccedente. L'importo massimo è comunque fissato annualmente dall'INPS (1.584,70 euro lordi nel 2026). Dal 4° mese si riduce del 3% ogni mese.

Sì, assolutamente. La scadenza naturale di un contratto a tempo determinato è considerata perdita involontaria del lavoro e dà diritto alla NASPI, purché tu abbia i requisiti contributivi necessari (almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti).

Sì, non c'è un limite al numero di volte in cui puoi richiedere la NASPI. Ogni volta che perdi involontariamente il lavoro e hai i requisiti contributivi, puoi presentare una nuova domanda. Naturalmente, ogni domanda "consuma" le settimane contributive utilizzate per il calcolo, quindi la durata potrebbe variare.

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⚠️ Disclaimer

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità puramente informative e divulgative. Non costituiscono consulenza legale, fiscale o professionale. Per situazioni specifiche si consiglia di rivolgersi a un consulente del lavoro, un commercialista o un avvocato specializzato in diritto del lavoro. Nonostante il massimo impegno nell'aggiornamento dei contenuti, le normative possono variare: verifica sempre le fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate, Gazzetta Ufficiale).