🎯 Punti Chiave di Questa Guida
- Il massimale lordo NASPI 2026 è di €1.584,70 al mese: rispetto ai €1.521,73 del 2025 sono €62,97 in più, frutto della rivalutazione ISTAT dell'anno scorso
- La soglia di riferimento per il calcolo è €1.456,72: sotto si applica il 75% pieno della retribuzione, sopra si aggiunge il 25% della parte eccedente
- L'INPS trattiene direttamente l'IRPEF prima del bonifico: chi prende il massimale incassa circa €1.250-1.300 netti, in base alle detrazioni spettanti
- I pagamenti di maggio 2026 sono in distribuzione tra l'8 e il 18 del mese; le note di disposizione compaiono sul Fascicolo Previdenziale già dal 5-6 maggio
- Le novità 2026 più rilevanti riguardano l'anticipo (ora in due rate da 70% + 30%) e la stretta sui requisiti contributivi da marzo (vedi sezione novità)
Nel 2026 il massimale NASPI è €1.584,70 lordi/mese, la soglia retributiva di riferimento per il calcolo è €1.456,72. Chi resta dentro la soglia prende il 75% del proprio stipendio medio degli ultimi quattro anni; chi la supera aggiunge il 25% della parte eccedente, fino al tetto. La NASPI netta arriva al beneficiario già con l'IRPEF trattenuta dall'INPS (aliquota base 23%). L'aumento rispetto al 2025 è di €62,97 al mese sul massimale, frutto della rivalutazione ISTAT applicata con la Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026.
Il Massimale 2026 e Cosa Significa Davvero
Quando si parla di "quanto prendo di NASPI", la prima cifra a cui guardare è il tetto massimo mensile, perché è quello oltre il quale l'INPS non ti pagherà mai, indipendentemente dal tuo passato retributivo. Per il 2026 questo tetto è stato fissato a €1.584,70 lordi al mese dalla Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026, che ha recepito la rivalutazione ISTAT chiusa a fine 2025.
L'aumento rispetto all'anno precedente è concreto: nel 2025 il massimale era fermo a €1.521,73, dunque il 2026 porta in dote €62,97 lordi in più ogni mese, che diventano circa €755 sull'arco di un anno intero per chi resta in NASPI per la durata massima senza intaccare il décalage.
Va detto subito: il massimale lo vedi solo se la tua retribuzione media degli ultimi quattro anni era abbastanza alta da farti uscire dal calcolo proporzionale. Per chi guadagnava €1.500 lordi al mese, il massimale è un riferimento teorico che non lo riguarda; per chi prendeva €2.500 o €3.000 lordi, è la cifra effettivamente pagata dall'INPS, perché il calcolo proporzionale verrebbe oltre, ma il tetto blocca tutto a €1.584,70.
La Soglia di €1.456,72: il Confine del Calcolo Proporzionale
Accanto al massimale c'è un secondo numero, meno noto ma altrettanto cruciale per capire quanto prenderai: la soglia retributiva di riferimento, fissata per il 2026 a €1.456,72. È il punto in cui il meccanismo di calcolo NASPI cambia regola.
Se la tua retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni resta sotto questa soglia, l'INPS ti riconosce come indennità il 75% pieno della retribuzione: una proporzione lineare. Se invece la superi, scatta una formula a due strati: prendi il 75% della soglia (€1.092,54 fissi, per chiunque la oltrepassi) più il 25% della parte di stipendio che eccede i €1.456,72, fino a raggiungere il massimale.
Retribuzione media ≤ €1.456,72 → NASPI mensile = 75% × retribuzione media
Retribuzione media > €1.456,72 → NASPI mensile = €1.092,54 + (25% × parte eccedente la soglia), con tetto a €1.584,70
Esempi Concreti per Fasce di Stipendio
Le cifre astratte non aiutano molto se non si vedono applicate a casi reali. Qui sotto trovi quattro esempi costruiti su retribuzioni medie tipiche dei contratti più comuni in Italia, con il calcolo della prima mensilità lorda e una stima del netto.
| Profilo | Retribuzione media lorda | NASPI lorda 2026 | NASPI netta stimata |
|---|---|---|---|
| Apprendista commercio | €1.180 | €885,00 (75%) | ≈ €755 – 790 |
| Operaio metalmeccanico C2 | €1.420 | €1.065,00 (75%) | ≈ €910 – 950 |
| Impiegato amministrativo | €1.847 | €1.190,07 (75% soglia + 25% extra) | ≈ €1.020 – 1.060 |
| Quadro tecnico | €3.500 | €1.584,70 (massimale) | ≈ €1.250 – 1.310 |
Una considerazione che spesso sfugge: nel passaggio dalla terza alla quarta riga della tabella la retribuzione raddoppia, ma l'indennità cresce di appena un terzo. Il sistema NASPI è esplicitamente regressivo per chi guadagnava bene — la copertura sostitutiva del reddito si abbassa rapidamente man mano che ci si allontana dalla soglia.
Lordo, Netto e il Mistero delle Detrazioni
L'importo che vedi nei calcolatori e nelle tabelle è quasi sempre lordo, ma sul tuo conto corrente arriva una cifra inferiore, perché l'INPS – nelle vesti di sostituto d'imposta – trattiene direttamente l'IRPEF prima di disporre il bonifico. La logica è la stessa del cedolino di un lavoratore dipendente, con qualche differenza pratica.
Le aliquote applicate nel 2026, dopo la riforma fiscale entrata a regime, sono tre: 23% fino a €28.000 di reddito complessivo annuo, 33% dalla soglia fino a €50.000, 43% oltre. Su una NASPI da €1.584,70 mensili (pari a circa €19.000 annui se percepita per dodici mesi), l'aliquota di riferimento è quella più bassa.
A bilanciare l'imposta intervengono le detrazioni per lavoro dipendente, che l'INPS riconosce in automatico una volta presentata la domanda: per redditi annui fino a €15.000 la detrazione è di €1.955 fissi, mentre per la fascia €15.001-€28.000 oscilla tra €1.910 e €1.955 con una formula a scalare. È grazie a queste detrazioni che la NASPI netta non viene erosa quanto verrebbe applicando l'aliquota piena.
Se nello stesso anno hai percepito sia stipendio sia NASPI, sarai chiamato a fare i conti col conguaglio nella dichiarazione dei redditi dell'anno successivo (730 o Modello Redditi). Le detrazioni per lavoro dipendente vengono applicate da entrambi i sostituti d'imposta come se ciascuno fosse l'unico erogatore: rischi un debito IRPEF di qualche centinaio di euro a fine anno. Tienine conto se hai ricevuto NASPI e poi sei stato riassunto nello stesso periodo fiscale.
Quando Arriva la NASPI: il Calendario di Maggio 2026
L'INPS non eroga le indennità in una data unica e uniforme: i pagamenti vengono distribuiti su una finestra di circa dieci giorni per gestire il carico bancario e amministrativo. Per il mese di maggio 2026 i bonifici sono in via di erogazione tra l'8 maggio e il 18 maggio, con una concentrazione consistente tra l'11 e il 15.
Un dettaglio operativo che pochi sfruttano: la nota di disposizione del pagamento compare sul Fascicolo Previdenziale del Cittadino già dal 5-6 maggio, qualche giorno prima dell'accredito vero e proprio. Significa che puoi sapere in anticipo data esatta e importo, accedendo con SPID/CIE alla sezione "Prestazioni e Servizi → I miei pagamenti".
Se passa il 18 e l'accredito non è arrivato, prima di telefonare al Contact Center (803.164 da fisso, 06.164.164 da cellulare) verifica che l'IBAN comunicato sia corretto e attivo: la causa più frequente di mancato pagamento NASPI è un IBAN errato o un conto cointestato chiuso senza segnalazione.
Cosa Cambia Rispetto al 2025
Oltre alla rivalutazione del massimale, il 2026 introduce due novità di sostanza che incidono sull'importo effettivamente percepibile.
La prima riguarda l'anticipo NASPI per chi avvia attività autonoma: fino allo scorso anno l'erogazione era unica, oggi è scaglionata in due tranche (70% subito, 30% al massimo entro sei mesi). Per chi conta sulla NASPI come capitale d'avvio impresa, la liquidità immediata è scesa di un terzo.
La seconda è la stretta sui requisiti contributivi entrata in vigore a marzo 2026: per chi presenta domanda nei trenta giorni precedenti è stata introdotta una verifica più rigorosa sulla continuità della contribuzione. Non cambia la regola delle 13 settimane nei quattro anni, ma cambia il modo in cui l'INPS verifica i contributi figurativi (maternità, congedi, malattia coperta) ai fini del calcolo: l'effetto è che chi ha avuto periodi di non lavoro frequenti potrebbe vedersi computare meno settimane di quelle attese.
Quando Chiedere il Ricalcolo
Capita che l'importo iniziale autorizzato dall'INPS non corrisponda a quello che ti aspetti dai conti fatti in casa. Le ragioni più comuni sono tre: la retribuzione media è stata calcolata su un numero di settimane errato, alcuni periodi figurativi non sono stati considerati, oppure la categoria contributiva è stata classificata male.
In tutti questi casi puoi presentare una domanda di riesame direttamente sul portale INPS, entro 90 giorni dalla notifica dell'autorizzazione. Allega l'estratto contributivo aggiornato (lo trovi nel Fascicolo Previdenziale) e una busta paga riferita al periodo che ritieni mal calcolato. Tempi di risposta: solitamente entro 60 giorni, e gli arretrati ti vengono corrisposti con la prima mensilità utile dopo l'accoglimento.
Per fare i tuoi conti prima di presentare ricorso, il calcolatore NASPI 2026 stima importo iniziale e durata mese per mese, applicando soglia, massimale e décalage aggiornati alla circolare di gennaio. Se invece vuoi rivedere i fondamentali della prestazione, parti dalla guida completa alla NASPI e prosegui con l'approfondimento sui requisiti per presentare domanda.
❓ Domande Frequenti
Il tetto lordo mensile è €1.584,70, fissato dalla Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026. Oltre questa cifra non si va, indipendentemente da quanto guadagnavi prima della disoccupazione: anche con uno stipendio precedente di €4.000 lordi, prenderai al massimo €1.584,70 per i primi cinque mesi.
L'INPS è sostituto d'imposta e applica direttamente l'IRPEF: chi sta nello scaglione base (fino a €28.000 di reddito annuo) si vede trattenere il 23%, alleggerito dalle detrazioni per lavoro dipendente. In pratica su €1.584,70 lordi arrivano sul conto circa €1.250-1.300 netti, ma la cifra esatta dipende dal cumulo con altri redditi dell'anno.
Le erogazioni partono l'8 maggio e si distribuiscono nell'arco di due settimane, terminando attorno al 18. La data esatta dipende dal proprio Centro INPS e dalla banca: chi ha un conto BancoPosta o presso le grandi banche di sistema in genere riceve l'accredito tra i primi. Per anticipare la verifica, controlla la "nota di pagamento" sul Fascicolo Previdenziale: appare due o tre giorni prima del bonifico vero e proprio.
Sotto la soglia di €1.456,72 si applica il 75% pieno: 1.300 × 0,75 = €975 lordi al mese per i primi cinque mesi pieni, poi scatta il décalage. Il netto, considerando IRPEF al 23% al netto delle detrazioni, si aggira sui €830-870 mensili.
Sì, ed è agganciato alla rivalutazione ISTAT dell'anno precedente. Per il 2026 l'incremento è stato del 4,14% sul valore 2025 (da €1.521,73 a €1.584,70). L'aggiornamento entra in vigore il 1° gennaio: chi era già in NASPI a fine 2025 ha visto la propria mensilità di gennaio 2026 leggermente superiore, ma solo se l'importo originario era già al massimale e quindi rideterminabile sul nuovo tetto.
Le due cose convivono. Se all'apertura della NASPI ti è stato calcolato un importo pari al massimale (€1.584,70), per i primi cinque mesi prendi quella cifra esatta. Dal sesto mese in poi viene applicata la riduzione del 3%, calcolata sul tuo importo iniziale: la sesta mensilità è quindi €1.537,16, la settima €1.489,62 e così via, scendendo sempre dello stesso scaglione assoluto.
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Iscriviti GratisLe informazioni contenute in questa guida hanno finalità puramente informative e divulgative. Non costituiscono consulenza legale, fiscale o professionale. Per situazioni specifiche si consiglia di rivolgersi a un consulente del lavoro, un commercialista o un avvocato specializzato in diritto del lavoro. Nonostante il massimo impegno nell'aggiornamento dei contenuti, le normative possono variare: verifica sempre le fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate, Gazzetta Ufficiale).