NASPI, Malattia e Maternità 2026: Quando si Sospende e Come Riprende

📅 Aggiornato: 08 May 2026 ⏱️ 15 min di lettura 📊 2,051 parole

🎯 Punti Chiave di Questa Guida

  • Una malattia certificata di durata fino a 5 giorni di solito non incide sulla NASPI: l'INPS continua a pagare normalmente. Oltre questo limite scattano regole diverse a seconda che il rapporto residuo lo copra o no
  • In caso di maternità obbligatoria la NASPI viene sospesa per tutto il periodo (5 mesi) e sostituita dall'indennità di maternità INPS pari all'80% della retribuzione di riferimento, con i giorni che si "recuperano" alla ripresa
  • Se ti ammali nei 60 giorni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro il termine dei 68 giorni per la domanda di NASPI si sospende per tutta la durata della malattia indennizzata
  • Il ricovero ospedaliero va comunicato all'INPS con il modello NASpI-COM (codice evento "ricovero ospedaliero") e congela temporaneamente l'erogazione fino alla dimissione
  • Saltare le comunicazioni NASpI-COM è la causa più frequente di decadenza: l'INPS lo scopre dall'incrocio con i certificati medici telematici e chiede la restituzione integrale del periodo non comunicato
📌 Il punto in tre righe

La NASPI non si "perde" se ti ammali o vai in maternità: si sospende, viene sostituita dall'indennità adatta all'evento (malattia INPS, INAIL, maternità) e poi riprende automaticamente per la durata residua. La regola d'oro è una sola — comunicare sempre con NASpI-COM: i controlli incrociano oggi in tempo reale i flussi sanitari, ed è da lì che parte la stragrande maggioranza dei provvedimenti di decadenza.

La Logica Generale: Perché la NASPI si Sospende

L'indennità di disoccupazione sostituisce il reddito perso quando un lavoratore subordinato perde involontariamente il posto. Se durante il periodo di NASPI insorge un'altra ragione protetta — una malattia che impedisce di lavorare, una gravidanza che entra nella fase di astensione obbligatoria, un infortunio — l'ordinamento applica un principio semplice: una sola prestazione alla volta, quella più "specifica" rispetto all'evento.

In pratica significa che la NASPI si congela, l'INPS attiva l'altra indennità per la durata dell'evento, e quando l'evento finisce la NASPI riprende esattamente dal punto in cui si era fermata. I mesi non si perdono, anzi: la durata complessiva dell'indennità si "stira" coprendo l'arco temporale necessario, fermo restando il limite massimo dei 24 mesi previsto dalla disciplina.

Questo meccanismo, lineare in teoria, in pratica genera due aree di confusione: quando una malattia è davvero "rilevante" per la NASPI (perché non tutte lo sono), e cosa va comunicato all'INPS prima che lo scopra da solo. Vediamo entrambi i punti con calma.

Malattia Durante la NASPI

Il primo errore che fanno molti beneficiari è pensare che qualunque febbre o influenza interrompa la NASPI. Non è così. La distinzione la fa la durata e la copertura dell'evento.

Malattia di Breve Durata

Le malattie certificate di breve durata — diciamo fino a 5 giorni — non producono effetti sulla NASPI: l'INPS continua a pagare regolarmente. Il certificato del medico c'è (e va inviato come si farebbe se fossi un dipendente), ma sul piano economico nulla cambia. La logica è che il beneficiario di NASPI non sta "lavorando", quindi non c'è una giornata di lavoro da indennizzare separatamente.

Lo stesso vale per piccoli infortuni domestici, malanni stagionali, situazioni di indisposizione passeggera. Si certificano per dovere documentale, ma non aprono pratiche di sospensione.

Malattia di Lunga Durata Indennizzata

Le cose cambiano quando l'evento è coperto da una prestazione INPS o INAIL distinta. Casi tipici:

  • Indennità di malattia post-cessazione: se la categoria di provenienza prevede tutela post-rapporto e la malattia insorge entro 60 giorni dalla cessazione (caso degli operai di alcuni settori industriali, lavoratori dello spettacolo, marittimi).
  • Infortunio sul lavoro o malattia professionale INAIL: anche se sei in NASPI, una postuma INAIL legata al rapporto di lavoro precedente può attivarsi e dare diritto all'indennità per inabilità temporanea.
  • Indennità di malattia ordinaria nei (pochi) casi in cui la disoccupazione viene interrotta da un nuovo rapporto di lavoro brevissimo, durante il quale insorge la malattia.

In tutte queste situazioni la NASPI si sospende per la durata della prestazione sostitutiva, e riprende quando l'altra cessa. Il meccanismo va attivato comunicando l'evento all'INPS — non avviene in automatico solo perché esiste un certificato.

Maternità Durante la NASPI

Il caso della maternità è regolato in modo netto e merita un paragrafo dedicato perché coinvolge cifre e tempi specifici.

Congedo di Maternità Obbligatorio

Il congedo obbligatorio dura cinque mesi, normalmente articolati come due mesi prima del parto presunto e tre mesi dopo (con la possibilità della "flessibilità": un mese prima e quattro dopo, oppure interamente dopo il parto, fino a cinque mesi). Per le beneficiarie di NASPI, la procedura è questa:

  1. Si presenta domanda di indennità di maternità all'INPS, con il certificato medico di gravidanza e l'indicazione della data presunta del parto.
  2. L'INPS sospende automaticamente la NASPI alla data di inizio del congedo (in base alle regole standard del congedo, non a una scelta della beneficiaria).
  3. Per i cinque mesi viene erogata l'indennità di maternità pari all'80% della retribuzione media giornaliera dei dodici mesi precedenti l'inizio del congedo. La base di calcolo è la stessa retribuzione che ha generato la NASPI: gli stipendi del rapporto di lavoro precedente.
  4. Al termine del quinto mese la NASPI riparte automaticamente per il numero di mensilità non ancora consumate.

Da notare che l'80% della retribuzione di riferimento è quasi sempre più alto del 75% (o 60%) lordo della NASPI, quindi nella maggior parte dei casi la sostituzione è anche economicamente vantaggiosa.

Congedo Parentale Facoltativo

Diverso il discorso per il congedo parentale (l'ex "astensione facoltativa"). I sei mesi a testa di congedo parentale che spettano ai genitori sono pensati per chi ha un rapporto di lavoro in corso. Per chi è in NASPI la regola pratica è: il congedo parentale non interrompe l'erogazione della NASPI e non dà diritto all'indennità del 30% pagata ai dipendenti, perché manca il presupposto del rapporto di lavoro. La NASPI continua quindi a essere erogata regolarmente, e la madre/padre si dedica al figlio "a costo" della propria indennità di disoccupazione.

Dimissioni in Periodo Protetto

Un caso specifico che genera molte domande è la lavoratrice che si dimette mentre è già incinta. Le dimissioni nel periodo protetto — dalla data di accertamento della gravidanza fino al compimento del primo anno di età del bambino — sono considerate dimissioni con giusta causa per maternità e danno pieno diritto alla NASPI, oltre all'indennità sostitutiva del preavviso.

La condizione formale è che le dimissioni siano convalidate dall'Ispettorato Territoriale del Lavoro: senza la convalida sono giuridicamente inefficaci e il rapporto si considera ancora in essere. La convalida è gratuita e si richiede sul portale dell'Ispettorato.

💡 Sequenza tipica per chi era già incinta al momento della cessazione

Cessazione del rapporto → domanda di NASPI nei termini → eventuale anticipo della data del congedo all'inizio del settimo mese di gravidanza → entrata in congedo obbligatorio con sospensione NASPI e attivazione indennità maternità → fine congedo → ripresa NASPI per i mesi residui → eventuale congedo parentale che non interrompe la NASPI ma è privo di sostegno aggiuntivo.

Ricovero Ospedaliero

Il ricovero ospedaliero è un evento che va sempre comunicato tramite NASpI-COM, indipendentemente dalla durata. Le ragioni sono due: la prima è prevenzionale (l'INPS controlla la disponibilità al lavoro durante la NASPI, e durante un ricovero non puoi essere disponibile), la seconda è economica (se il ricovero rientra in una malattia indennizzata, scatta la sospensione e l'erogazione della prestazione sostitutiva).

La comunicazione si fa scegliendo il codice evento "ricovero ospedaliero" e inserendo data inizio e data fine. Se al momento della comunicazione la dimissione non è ancora avvenuta, la data di fine va aggiornata successivamente con una seconda NASpI-COM di rettifica.

Per i ricoveri di lunga durata in cui non c'è una corrispondente indennità di malattia (es. lavoratore senza copertura post-cessazione), la NASPI di solito continua a essere erogata, ma è bene comunicare ugualmente: il principio dichiarativo prevale sulla valutazione di merito.

Quando l'Evento Insorge Prima della Domanda di NASPI

È un caso più frequente di quanto sembri: il lavoratore esce dal rapporto di lavoro, ha 68 giorni di tempo per presentare domanda di NASPI, ma proprio in quel periodo si ammala, viene ricoverato, partorisce. Cosa succede ai termini?

La regola, chiarita dall'INPS con messaggi del 2025 e ribadita nelle istruzioni operative 2026, è la seguente: se nei 60 giorni successivi alla cessazione insorge un evento di malattia o infortunio coperto da indennità INPS o INAIL, il termine di 68 giorni si sospende per tutta la durata dell'evento. Riprende a decorrere dal giorno successivo alla guarigione, per i giorni che residuavano al momento dell'evento.

Esempio numerico: Marco viene licenziato il 1° marzo. Il termine ordinario per la NASPI scade il 7 maggio (68 giorni dopo). Il 10 marzo Marco subisce un infortunio domestico indennizzato INAIL che dura 30 giorni, dal 10 marzo al 9 aprile. I 30 giorni di evento "congelano" il termine. Quando l'evento finisce, Marco ha ancora a disposizione i giorni che gli mancavano al 10 marzo (cioè 59 giorni residui), che ricominciano a contare dal 10 aprile. Il nuovo scadenziere è il 7 giugno.

La domanda inoltrata entro questo nuovo termine è tempestiva, e la NASPI decorrerà dall'ottavo giorno successivo alla fine della malattia (in questo caso dal 17 aprile).

⚠️ Attenzione: la sospensione vale solo per eventi indennizzati

Se la malattia non è coperta da una prestazione INPS o INAIL formalmente indennizzata (es. semplice certificato del medico curante senza pratica aperta), il termine dei 68 giorni non si sospende. Documentare correttamente l'evento — aprendo la relativa pratica — è essenziale per beneficiare della sospensione.

Le Comunicazioni: il Modello NASpI-COM

NASpI-COM (codice ministeriale SR161) è il modello telematico con cui il beneficiario comunica all'INPS qualsiasi evento che possa modificare, sospendere o far decadere la prestazione. Si compila sul portale INPS con SPID/CIE/CNS, oppure tramite patronato.

Cosa va Comunicato

L'elenco operativo degli eventi che fanno scattare l'obbligo di NASpI-COM include:

  • Inizio di un nuovo rapporto di lavoro (subordinato, intermittente, stagionale, occasionale rilevante);
  • Apertura di partita IVA o avvio di altra attività autonoma;
  • Sopravvenienza di malattia indennizzata, infortunio, ricovero ospedaliero;
  • Inizio del periodo di congedo di maternità;
  • Inizio di pensione (anche assegno di invalidità);
  • Inizio di un percorso di riqualificazione professionale finanziato che eroghi un sostegno al reddito;
  • Trasferimento di residenza all'estero o uscita prolungata dal territorio italiano.

Termini per Comunicare

Il termine standard è di 30 giorni dall'evento, ridotto a 1 giorno per i nuovi rapporti di lavoro subordinato (in pratica, va comunicato prima dell'inizio della giornata lavorativa). Per malattia e ricovero il consiglio operativo è di comunicare entro 5 giorni dall'inizio dell'evento: l'INPS riceve già il certificato medico telematico, e ritardi nella NASpI-COM rispetto al certificato sono sintomatici di problematiche.

Errori Frequenti che Costano la NASPI

I provvedimenti di decadenza e revoca per cattiva gestione di malattia/maternità si concentrano su pochi errori ricorrenti.

Non comunicare. È l'errore principe. L'INPS oggi non aspetta la dichiarazione del beneficiario: incrocia mensilmente i certificati medici INPS, le pratiche INAIL, i flussi UniLav delle assunzioni. Quando trova un evento non comunicato e che avrebbe dovuto produrre una sospensione, recupera l'intero periodo erogato e lo richiede indietro con interessi.

Comunicare in ritardo eccessivo. Comunicare a 60 giorni un evento che andava comunicato a 30 non sempre fa decadere, ma genera quasi sempre un provvedimento di "regolarizzazione" con recupero del pagato durante il periodo non comunicato. Se la comunicazione arriva durante un controllo già aperto, la posizione si aggrava.

Cumulare prestazioni. Tentare di percepire NASPI e indennità di maternità nello stesso mese è impossibile: l'INPS ha verifiche automatiche di non-cumulo. Se per errore vengono erogate entrambe, la duplicazione viene recuperata con conguaglio sulle mensilità successive — talvolta con sospensione totale dei pagamenti fino a riassorbimento.

Confondere malattia e disponibilità al lavoro. Durante la NASPI sei tenuto a essere disponibile al lavoro e a partecipare ai percorsi del Patto di Servizio Personalizzato. Se sei in malattia "vera" non puoi: vale come giustificato motivo. Se invece risulti malato ma frequenti i centri per l'impiego o accetti colloqui, la posizione diventa equivoca e può generare la richiesta di chiarimenti.

Checklist Operativa per Eventi Sanitari Durante la NASPI

✅ Cosa fare subito quando insorge l'evento
  1. Certificato medico telematico: il medico lo invia direttamente all'INPS. Verifica che il numero di certificato ti venga consegnato.
  2. NASpI-COM entro 5 giorni: accedi al portale INPS, scegli il codice evento, indica le date.
  3. Per maternità: domanda separata di indennità di maternità, da fare appena hai il certificato di gravidanza con data presunta del parto.
  4. Conserva tutto: fotocopia/scansione di certificati e ricevute INPS. In caso di contestazione futura sono la tua difesa primaria.
  5. A guarigione avvenuta: nuova NASpI-COM di chiusura evento se non hai indicato la data fine al primo invio.

Domande Finali Sotto-Affrontate

Si possono ottenere arretrati di NASPI per il periodo di sospensione? No, durante la sospensione la NASPI non matura: è proprio sospesa. Quello che si recupera è il numero di mensilità, non il periodo temporale. Se avevi diritto a 12 mesi di NASPI e ne hai consumati 4 prima della maternità, dopo la maternità ti restano 8 mesi (5 di sospensione + 8 di erogazione = 13 mesi totali dall'inizio dell'evento), entro però il limite massimo dei 24 mesi previsti dalla legge.

L'indennità di maternità è soggetta a IRPEF? Sì, è considerata reddito sostitutivo del lavoro dipendente: l'INPS applica le ritenute IRPEF e a fine anno emette la Certificazione Unica come per la NASPI. L'aliquota effettiva dipende dal totale del reddito annuo (vedi articolo dedicato a NASPI e dichiarazione dei redditi).

Posso chiedere l'anticipo NASPI durante la maternità? No: l'anticipo si chiede solo quando la NASPI è in pagamento e si avvia un'attività autonoma. Durante la sospensione per maternità la NASPI non è "in pagamento", quindi la domanda di anticipo non sarebbe ammissibile. Si potrà valutare la richiesta dopo la ripresa, se le residue mensilità lo giustificano.

❓ Domande Frequenti

No, una malattia normale non fa perdere la NASPI. Se la malattia è breve (fino a 5 giorni) l'erogazione continua senza interruzioni. Se è più lunga e indennizzata da INPS o INAIL la NASPI si sospende e prendi l'altra prestazione, poi la NASPI riprende dal giorno successivo alla guarigione per la durata residua. Devi però comunicare l'evento all'INPS con il modello NASpI-COM, altrimenti l'incrocio dei flussi sanitari farà scattare la decadenza.

Quando inizia il congedo obbligatorio (di norma due mesi prima e tre dopo il parto, per cinque mesi totali) la NASPI viene sospesa. Al suo posto l'INPS ti paga l'indennità di maternità, calcolata all'80% della retribuzione di riferimento. Le due prestazioni non si cumulano. Finita l'astensione obbligatoria la NASPI riparte automaticamente per i mesi residui che non hai ancora consumato — non si "perdono" i mesi di sospensione.

Le dimissioni durante il periodo protetto (dalla gravidanza accertata fino al primo anno di vita del bambino) sono "dimissioni con giusta causa per maternità" e danno diritto alla NASPI. Devi convalidarle alla Direzione Territoriale del Lavoro / Ispettorato del Lavoro: senza convalida le dimissioni sono inefficaci. Con la convalida, oltre alla NASPI hai diritto anche all'indennità sostitutiva del preavviso.

Sì, il ricovero ospedaliero è uno degli eventi che obbligano alla comunicazione tramite NASpI-COM. Si compila online sul portale INPS scegliendo il codice evento "ricovero" e indicando le date. La comunicazione serve a sospendere correttamente la prestazione (se la malattia che ha portato al ricovero è indennizzata) ed evitare contestazioni successive. Anche un patronato può inoltrare la comunicazione per tuo conto.

I 68 giorni di tempo per la domanda si congelano se nei 60 giorni successivi alla cessazione si verifica un evento di malattia o infortunio coperto da INPS o INAIL. Il termine riprende a scorrere dal giorno successivo alla guarigione, per i giorni residui. Esempio: cessazione il 1° marzo, malattia dal 10 marzo al 9 aprile (30 giorni indennizzati): il termine si sospende e tu hai ancora a disposizione i giorni "rimasti" al 10 marzo per inoltrare la domanda. La decorrenza dell'indennità sarà dall'8° giorno successivo alla fine della malattia, se la domanda è stata presentata in tempo.

In linea generale no: l'indennità di malattia ordinaria del lavoratore dipendente spetta solo durante il rapporto di lavoro. Esiste però una tutela post-cessazione per i settori che lo prevedono (es. operai, alcune categorie del commercio): se la malattia insorge entro 60 giorni dalla cessazione e il dipendente non lavora altrove, l'INPS può riconoscere comunque l'indennità. Per impiegati e quadri la tutela post-cessazione di norma non è prevista — è uno dei motivi per cui conviene non rinviare la domanda di NASPI.

📚 Diritto della Previdenza Sociale: Manuale 2026

Testo di riferimento aggiornato per orientarsi tra ammortizzatori sociali, indennità di malattia, maternità e prestazioni sostitutive del reddito. Utile a chi gestisce pratiche presso patronati o consulenti del lavoro.

Vedi su Amazon →

Questo articolo contiene link di affiliazione. Se acquisti tramite i nostri link, potremmo ricevere una commissione senza costi aggiuntivi per te.

📬

Non Perderti le Prossime Guide

Ricevi aggiornamenti normativi e nuove guide gratuite. Niente spam.

Iscriviti Gratis
⚠️ Disclaimer

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità puramente informative e divulgative. Non costituiscono consulenza legale, fiscale o professionale. Per situazioni specifiche si consiglia di rivolgersi a un consulente del lavoro, un commercialista o un avvocato specializzato in diritto del lavoro. Nonostante il massimo impegno nell'aggiornamento dei contenuti, le normative possono variare: verifica sempre le fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate, Gazzetta Ufficiale).