Anticipo NASPI 2026: Come Funziona Ora con il Pagamento in Due Rate

📅 Aggiornato: 08 May 2026 ⏱️ 16 min di lettura 📊 1,242 parole

🎯 Punti Chiave di Questa Guida

  • Dal 1° gennaio 2026 l'anticipo NASPI non viene più erogato in un'unica soluzione: si riceve il 70% subito e il restante 30% entro sei mesi, previa verifica delle condizioni
  • La domanda va presentata entro 30 giorni dall'avvio dell'attività autonoma, oppure entro 30 giorni dalla domanda di NASPI se l'attività preesisteva alla cessazione del rapporto
  • Possono richiederlo: chi apre partita IVA, ditta individuale, sottoscrive quote in cooperativa, o partecipa al capitale di una società tramite apporto dell'anticipo
  • Se nel periodo coperto torni a lavorare come dipendente devi restituire l'intera somma anticipata, eccetto il caso di assunzione nella stessa cooperativa di cui sei socio
  • L'anticipo è soggetto a IRPEF ordinaria (aliquote 23%/33%/43%) ma non genera contribuzione previdenziale: non vale come settimane utili per la pensione
📌 La novità in due righe

Dal 2026 l'anticipo NASPI non arriva più sul conto in un'unica volta. Riceverai il 70% del capitale all'autorizzazione e il 30% restante entro sei mesi, ma solo se nel frattempo non sei rientrato a fare il dipendente. Se torni subordinato prima del tempo, restituisci tutto. La logica è ridurre gli abusi e proteggere il bilancio INPS, ma per chi conta sull'anticipo come capitale d'avvio impresa significa rivedere il piano di cassa dei primi mesi.

Cosa Cambia con la Riforma 2026

Fino al 31 dicembre 2025 chi presentava domanda di anticipo NASPI riceveva sul conto, in un solo bonifico, l'intero importo corrispondente alle mensilità di indennità residue al netto del décalage. Era una fotografia chiara: tot mesi di NASPI rimanenti, tot capitale in tasca per finanziare l'attività.

Dalla legge di Bilancio 2026 il meccanismo è stato spaccato a metà. Le domande presentate dal 1° gennaio in poi seguono una nuova procedura: l'INPS autorizza l'anticipo, eroga il 70% dell'importo come prima tranche, e mette in sospeso il 30% residuo. Quel 30% diventa esigibile solo dopo una verifica intermedia che l'INPS effettua entro sei mesi, durante la quale viene controllato che le condizioni dichiarate al momento della domanda siano rimaste invariate.

La ratio dichiarata dal legislatore è duplice: prevenire i casi in cui chi otteneva l'anticipo lo incassava e poco dopo accettava un'assunzione (con conseguente obbligo di restituzione tardiva, spesso non recuperata), e distribuire il peso finanziario sul bilancio INPS evitando picchi di esborso concentrati. L'effetto pratico, come vedremo, ricade soprattutto su chi pianificava il cash flow d'avvio sulla cifra piena.

Chi Può Richiederlo

Le tre situazioni che danno diritto all'anticipo restano quelle storiche, con qualche puntualizzazione interpretativa.

La prima è l'avvio di un'attività di lavoro autonomo, formalizzata con apertura della partita IVA. Rientra qui chi apre uno studio professionale (architetti, avvocati, commercialisti, consulenti), chi inizia attività artigianali o commerciali in proprio senza struttura societaria, chi sceglie il regime forfettario per attività di servizi o vendita.

La seconda è l'avvio di un'impresa individuale, distinta dalla precedente solo formalmente: si parla di iscrizione al Registro delle Imprese e gestione di un'attività organizzata (negozio, laboratorio, attività di produzione). Spesso comporta anche l'iscrizione alla gestione INPS commercianti o artigiani in luogo della gestione separata.

La terza è la sottoscrizione di quote di capitale in una cooperativa con cui si instaura un rapporto di lavoro subordinato. È l'unica modalità che ti consente di ricevere l'anticipo continuando a lavorare come dipendente: la cooperativa diventa il tuo nuovo datore e contemporaneamente l'oggetto del tuo investimento.

⚠️ La SRL: caso da verificare prima

L'utilizzo dell'anticipo per costituire o entrare in una SRL è una zona grigia normativa. Se l'apporto è puramente capitale (quote sociali senza ruolo operativo) non è ammesso; se invece configura l'effettivo svolgimento di lavoro (amministratore con cariche operative, lavoro subordinato come socio prestatore) può essere riconosciuto. La giurisprudenza è oscillante: prima di presentare domanda, fai validare il caso da un consulente o da un patronato.

I Tempi: 30 Giorni per Muoversi

La finestra per presentare la domanda di anticipo è stretta e tassativa. Hai 30 giorni dall'inizio dell'attività per inoltrare la richiesta all'INPS. Il dies a quo coincide con la data di apertura della partita IVA o con la data di iscrizione al Registro delle Imprese (per le imprese individuali) o con la data di sottoscrizione delle quote in cooperativa.

Se l'attività era già aperta al momento della cessazione del rapporto di lavoro – per esempio avevi una partita IVA dormiente accanto al lavoro dipendente, e ora vuoi farla diventare l'attività principale – il termine slitta: hai 30 giorni dalla presentazione della domanda di NASPI, non dalla riapertura formale dell'attività.

Una volta ricevuta la domanda, l'INPS effettua i controlli di idoneità (requisiti contributivi NASPI, regolarità della nuova attività, mancanza di cause ostative) e autorizza l'anticipo entro circa 30-45 giorni. Da quella data parte la prima tranche del 70%, che arriva sul tuo IBAN nell'arco di 7-15 giorni.

Quanto Ricevo Davvero: un Caso Concreto

Per orientarsi sui numeri reali, prendiamo il caso di Stefano, ex impiegato amministrativo licenziato a febbraio 2026 dopo 8 anni di lavoro continuativo. La sua NASPI mensile autorizzata è di €1.247,80 lordi, con una durata residua di 18 mesi. Stefano decide ad aprile di aprire partita IVA come consulente IT freelance e presenta domanda di anticipo entro i 30 giorni.

Calcolo del capitale teorico: 18 mesi × €1.247,80 = €22.460,40 lordi (al netto del décalage che si applicherebbe dal 6° mese, l'INPS calcola un anticipo netto di circa €19.840, considerando le riduzioni progressive del 3% sulle mensilità dal sesto al diciottesimo mese).

TrancheImportoTempisticaCondizione
Prima rata (70%)€13.888 lordi15-45 giorni dall'autorizzazioneVerifica iniziale dei requisiti
Seconda rata (30%)€5.952 lordiEntro 6 mesi dall'autorizzazioneVerifica intermedia: nessun rientro come dipendente
Totale lordo€19.840

Sul piano fiscale, l'intero importo (sia prima che seconda rata) confluisce nel reddito imponibile dell'anno fiscale 2026. Stefano dovrà tenere a mente che, con un reddito da consulenza in aggiunta, il cumulo potrebbe spingerlo nello scaglione successivo: la pianificazione fiscale di chi riceve l'anticipo è cosa diversa rispetto a chi prende NASPI mensile, perché l'incidenza media è più alta.

La Trappola della Restituzione

Se il sistema delle due rate è la novità tecnica del 2026, l'obbligo di restituzione è la cosa cui prestare la massima attenzione, perché può capitare a chiunque non valuti bene il proprio orizzonte temporale.

La regola: se nel periodo corrispondente alla NASPI virtualmente coperta dall'anticipo torni a fare lavoro subordinato, devi restituire tutto quello che hai già ricevuto. Non importa se la nuova assunzione è a tempo determinato o indeterminato, full-time o part-time: ciò che conta è la natura subordinata del rapporto.

Esempio: hai ricevuto il 70% (€13.888 nel caso di Stefano) e dopo quattro mesi accetti un contratto a tempo indeterminato in azienda. Conseguenze:

  • Niente seconda rata del 30%: il diritto si estingue all'atto dell'assunzione
  • Restituzione integrale del 70% già incassato, con possibile maggiorazione interessi
  • Apertura cartella esattoriale tramite Agenzia delle Entrate-Riscossione se non rateizzi

L'eccezione che salva il salvabile riguarda solo la cooperativa: se la nuova assunzione subordinata avviene presso la stessa cooperativa di cui hai sottoscritto le quote con l'anticipo, non si attiva l'obbligo di restituzione. È coerente con la logica originaria dell'istituto: l'anticipo finanzia l'ingresso in cooperativa, e il lavoro subordinato successivo è la prosecuzione naturale di quell'ingresso.

Conviene Davvero? La Domanda da Farsi Prima

Con la nuova struttura a due rate, il calcolo costi-benefici dell'anticipo è meno favorevole rispetto al passato e va affrontato con onestà. Le tre domande utili da porsi prima di firmare la domanda:

1. Hai bisogno di liquidità immediata? Se l'attività che stai per aprire richiede investimenti d'avvio importanti (apertura locale, acquisto attrezzature, scorte), il 70% iniziale è comunque una somma significativa. Se invece l'attività parte con pochi costi (consulenza intellettuale, freelancing senza struttura), prendere la NASPI mensile e accumularla autonomamente offre più flessibilità.

2. Quanta sicurezza hai sull'orizzonte temporale? Se sai con certezza che resterai in attività in proprio per i prossimi 12-18 mesi senza tentazioni di rientrare come dipendente, il rischio restituzione è basso. Se hai dubbi o se l'attività è esplorativa (provo a fare il consulente, se non funziona torno in azienda entro l'anno), l'anticipo diventa una scommessa pesante.

3. Quanto pesa la rinuncia ai contributi figurativi? Le settimane di NASPI figurativa che perderesti scegliendo l'anticipo possono pesare nel calcolo della pensione futura, soprattutto per chi ha già accumulato molti anni di contributi e si avvicina al traguardo. Per i giovani all'avvio carriera l'impatto è più diluito.

Per stimare il capitale che potresti ricevere in funzione della tua NASPI residua, usa il calcolatore NASPI 2026 per ottenere durata e importo di partenza, poi sottrai il décalage cumulato sui mesi dal sesto in poi. Se vuoi inquadrare il funzionamento generale della prestazione, parti dalla guida NASPI completa; per evitare brutte sorprese sulle revoche e sui rapporti con l'INPS, leggi anche l'approfondimento sulla decadenza e revoca della NASPI.

❓ Domande Frequenti

No, dal 1° gennaio 2026 il pagamento è obbligatoriamente frazionato in due tranche: il 70% al momento dell'autorizzazione, il 30% successivo entro sei mesi e subordinato alla verifica che la tua situazione lavorativa non sia cambiata. La modifica si applica a tutte le domande presentate dopo il 1° gennaio 2026, anche se l'attività era già stata avviata nel 2025.

La richiesta si presenta sul portale INPS con SPID/CIE/CNS, accedendo alla sezione "NASpI: domanda di anticipazione" oppure tramite il modello SR163. Servono codice fiscale, IBAN, certificazione di apertura della nuova attività (visura camerale per ditte individuali, atto costitutivo per cooperative). Il termine è perentorio: 30 giorni dall'inizio dell'attività. Puoi anche rivolgerti gratuitamente a un patronato.

È il caso più rischioso. Se accetti un contratto subordinato prima della fine del periodo di NASPI residua teorica, perdi il diritto alla seconda rata (il 30%) e devi restituire l'intera somma già percepita (il 70% iniziale), salvo l'eccezione del lavoro nella cooperativa di cui sei socio. La verifica avviene tramite incrocio con i flussi UniLav delle comunicazioni obbligatorie dei datori di lavoro.

No. Quando ricevi l'anticipo in capitale, l'INPS non accredita le settimane figurative che ti sarebbero spettate con la NASPI mensile. È uno scambio: liquidità immediata contro contribuzione previdenziale. Per chi è vicino alla pensione questa scelta richiede attenzione, perché la differenza in termini di rendita futura può essere consistente.

L'anticipo è ammesso per tre tipologie di operazione: avvio di lavoro autonomo (partita IVA), impresa individuale (ditta individuale o impresa familiare), sottoscrizione di quote di capitale in una cooperativa con rapporto di lavoro subordinato. Per la costituzione di una SRL come socio amministratore la materia è controversa: è ammesso solo se l'attività configura un effettivo rapporto di lavoro (non meramente di partecipazione patrimoniale). Verifica con un consulente prima di presentare domanda.

L'anticipo è considerato reddito imponibile IRPEF nell'anno in cui viene percepito. Diversamente dalla NASPI mensile – su cui l'INPS applica le ritenute con detrazioni per lavoro dipendente – sull'anticipo viene applicata la tassazione ordinaria piena. Per un anticipo di €15.000 ricevuto in unico anno fiscale l'imposizione effettiva può aggirarsi tra il 25% e il 30% reali, a seconda di altri redditi e detrazioni: il netto disponibile per investire nell'attività si riduce in proporzione.

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⚠️ Disclaimer

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità puramente informative e divulgative. Non costituiscono consulenza legale, fiscale o professionale. Per situazioni specifiche si consiglia di rivolgersi a un consulente del lavoro, un commercialista o un avvocato specializzato in diritto del lavoro. Nonostante il massimo impegno nell'aggiornamento dei contenuti, le normative possono variare: verifica sempre le fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate, Gazzetta Ufficiale).