Come Fare Domanda NASPI 2026: Requisiti, Documenti, Tempistiche e Procedura INPS

Aggiornato: 01 April 2026 8 min di lettura

Punti Chiave di Questa Guida

  • Requisiti: perdita involontaria del lavoro + almeno 13 settimane di contributi in 4 anni
  • Domanda entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto — ogni giorno di ritardo è un giorno perso
  • Si presenta online su inps.it con SPID oppure tramite patronato (gratuito)
  • Decorrenza: dall 8° giorno se presenti entro 8 giorni, altrimenti dal giorno dopo la domanda
  • Serve: SPID/CIE, IBAN intestato a te, dati ultimo rapporto di lavoro

Requisiti per la NASPI

La NASpI è disciplinata dagli articoli da 1 a 14 del D.Lgs. 22/2015. Per averne diritto devono ricorrere due condizioni insieme: mancarne una sola significa domanda respinta.

1. Disoccupazione involontaria. Devi aver perso il lavoro per una causa che non dipende da una tua libera scelta. Rientrano il licenziamento (anche disciplinare e anche per giusta causa), la scadenza di un contratto a termine, le dimissioni per giusta causa, le dimissioni presentate nel periodo tutelato di maternità o paternità e la risoluzione consensuale conclusa nella procedura di conciliazione obbligatoria. Le dimissioni volontarie ordinarie, invece, escludono il diritto.

2. Requisito contributivo. Servono almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la data di cessazione. Si contano tutti i rapporti di lavoro dipendente del quadriennio, non solo l’ultimo, e concorrono anche periodi coperti da contribuzione figurativa come maternità e malattia indennizzata.

La stretta del 2025 sulle dimissioni recenti

L’art. 1 comma 171 della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha aggiunto un requisito per le cessazioni involontarie dal 1° gennaio 2025. Se nei 12 mesi precedenti ti sei dimesso volontariamente da un rapporto a tempo indeterminato (o hai fatto una risoluzione consensuale), hai poi trovato un nuovo lavoro e lo hai perso involontariamente, devi aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione dopo quelle dimissioni. La regola non si applica se le dimissioni precedenti erano per giusta causa o rese nel periodo tutelato di maternità o paternità.

È il caso classico di chi cambia lavoro e viene licenziato durante il periodo di prova: se fra le dimissioni dal vecchio posto e la perdita del nuovo sono passate meno di 13 settimane di contributi, la NASpI non spetta.

Documenti Necessari

La domanda si compila online e non richiede di caricare un plico di documenti, ma senza queste cose davanti non la chiudi in una sola sessione.

  • SPID almeno di livello 2, CIE o CNS. È l’unico modo per accedere: se non ne hai, attivali prima, perché i 68 giorni corrono comunque.
  • IBAN a te intestato o cointestato. Un conto su cui non figuri come intestatario blocca il pagamento.
  • Data esatta di cessazione e motivo della cessazione, come risultano dalla comunicazione obbligatoria del datore.
  • Lettera di licenziamento o documento che prova la causa della cessazione (verbale di conciliazione, dimissioni per giusta causa, contratto scaduto).
  • Documento di identità e codice fiscale.
  • Se hai figli a carico, i loro dati anagrafici: incidono sulle maggiorazioni e sugli altri sostegni collegati.

Non serve invece l’ultima busta paga: le retribuzioni su cui l’INPS calcola l’importo le prende dai flussi contributivi che ha già.

Come Presentare Domanda Online

Il percorso è inps.it → «Sostegni, sussidi e indennità» → «NASpI: indennità mensile di disoccupazione», poi «Utilizza il servizio» e autenticazione con SPID, CIE o CNS.

La procedura ti fa confermare i dati anagrafici, scegliere la domanda di NASpI, indicare data e motivo della cessazione, inserire l’IBAN e allegare l’eventuale documentazione. Alla fine invii e scarichi la ricevuta di protocollo: conservala, è la prova della data di presentazione ed è ciò che conta se nasce una contestazione sui termini.

Un passaggio che molti non notano: con la domanda di NASpI si rende automaticamente la DID, la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. Da quel momento sei formalmente disoccupato ai fini delle politiche attive e verrai convocato dal centro per l’impiego per il patto di servizio. Non ignorare quella convocazione: la mancata partecipazione, senza giustificato motivo, comporta sanzioni che arrivano fino alla decadenza dalla prestazione.

Puoi seguire lo stato della pratica dalla stessa area del portale, dove compaiono protocollo, stato di lavorazione e pagamenti.

Come Presentare Domanda al Patronato

Il patronato fa la domanda gratuitamente: il servizio è finanziato da un fondo pubblico e non deve costarti nulla. Se ti viene chiesto un pagamento per la sola presentazione della domanda di NASpI, non è dovuto.

Porta con te documento, codice fiscale, IBAN, lettera di licenziamento o documento sulla cessazione e, se ce l’hai, l’ultima busta paga. L’operatore compila e trasmette per tuo conto e ti rilascia la ricevuta.

Conviene quasi sempre nei casi non lineari: dimissioni per giusta causa da provare, risoluzione consensuale in sede protetta, contratti multipli nel quadriennio, periodi all’estero, dubbi sul nuovo requisito delle 13 settimane dopo dimissioni recenti. In queste situazioni un errore nella qualificazione della cessazione è la prima causa di rigetto, e correggerlo dopo costa settimane.

Se invece il tuo caso è semplice — licenziamento o contratto scaduto, un solo datore, nessuna dimissione recente — la procedura online è rapida e non hai bisogno di intermediari.

Tempistiche: Entro 68 Giorni

La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto (art. 6 del D.Lgs. 22/2015). È un termine di decadenza: oltre, il diritto si perde.

La conseguenza del ritardo, però, è graduata e vale la pena capirla. Se presenti la domanda dopo l’ottavo giorno ma entro il sessantottesimo, non perdi la NASpI: perdi i giorni compresi fra la data in cui avresti potuto avere la decorrenza e la data effettiva di presentazione. Ogni settimana di attesa è denaro che non recuperi.

Il termine si sospende se nei giorni successivi alla cessazione si verifica un evento di malattia o infortunio indennizzato da INPS o INAIL: i 68 giorni si congelano per tutta la durata dell’evento e riprendono a decorrere dal giorno successivo alla guarigione, per i giorni che residuavano.

Casi particolari spostano il momento da cui contare: in caso di maternità indennizzata, di preavviso lavorato o di licenziamento per giusta causa, il dies a quo può non coincidere con l’ultimo giorno in azienda. Se sei in una di queste situazioni, fai verificare la data a un patronato prima che i giorni scorrano.

Decorrenza del Pagamento

La NASpI non parte dal giorno dopo il licenziamento. Ci sono 7 giorni di carenza non indennizzati, e la decorrenza dipende da quando presenti la domanda.

Quando presenti la domandaDa quando decorre la NASpI
Entro l’8° giorno dalla cessazioneDall’8° giorno successivo alla cessazione
Dal 9° al 68° giornoDal giorno successivo alla presentazione della domanda

È la ragione per cui conviene presentare la domanda subito, anche se hai 68 giorni di tempo: presentarla il quinto giorno o il quarantesimo cambia più di un mese di indennità.

Fra la domanda e il primo accredito passano di norma alcune settimane, il tempo che l’INPS istruisca la pratica e riceva i flussi contributivi del datore. Il primo pagamento comprende gli arretrati dalla data di decorrenza, quindi l’attesa non ti fa perdere nulla: sposta solo l’incasso.

Importo e Durata

L’importo si calcola sulla retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni, secondo due scaglioni. I valori 2026 sono stati fissati dalla Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026.

  • Retribuzione media fino a 1.456,72 €: la NASpI è il 75% di quella retribuzione.
  • Retribuzione media superiore a 1.456,72 €: il 75% della soglia, più il 25% della parte eccedente.
  • In ogni caso l’importo non può superare il massimale di 1.584,70 € lordi al mese.

Sono importi lordi: l’INPS applica la ritenuta IRPEF, quindi il netto sul conto è inferiore.

La durata è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, con un tetto di 24 mesi. Quattro anni pieni di lavoro danno quindi il massimo; otto o nove mesi di contributi danno tipicamente quattro o cinque mensilità.

Dal sesto mese di fruizione, cioè dal 151° giorno, scatta il décalage: l’importo si riduce del 3% ogni mese. Per chi ha compiuto 55 anni alla data della domanda la riduzione slitta all’ottavo mese.

Per una stima sul tuo caso puoi usare il calcolatore NASpI, che applica scaglioni, massimale e décalage mese per mese.

Consigli: Non Perdere Tempo

Presenta la domanda entro l’ottavo giorno. È il consiglio che vale più di tutti gli altri messi insieme: fra presentarla subito e presentarla al cinquantesimo giorno ballano oltre sei settimane di indennità che non recuperi in nessun modo.

Attiva SPID prima di averne bisogno. Se scopri il giorno del licenziamento di non averlo, perdi giorni preziosi in una fase in cui hai già altro a cui pensare.

Controlla come è stata qualificata la cessazione. Il motivo indicato nella comunicazione obbligatoria del datore è ciò che l’INPS legge. Se ti sei dimesso per giusta causa ma il rapporto risulta chiuso per dimissioni volontarie ordinarie, la domanda verrà respinta: va contestato subito, non dopo il rigetto.

Rispondi alle convocazioni del centro per l’impiego. Con la domanda hai reso la DID: saltare l’appuntamento del patto di servizio senza giustificato motivo porta a sanzioni fino alla decadenza.

Se trovi un nuovo lavoro, comunicalo. La NASpI si sospende o si riduce a seconda del reddito e della durata del nuovo rapporto, e l’omessa comunicazione genera indebiti che l’INPS recupera con gli interessi.

Se ti sei dimesso negli ultimi 12 mesi, verifica il requisito nuovo delle 13 settimane di contribuzione successive: è la causa di rigetto emersa più di recente ed è quella che sorprende più persone.

Domande Frequenti

Sì, accedendo al sito INPS (inps.it) con SPID, CIE o CNS. Cerca NASpI nella barra di ricerca e segui la procedura guidata. In alternativa puoi rivolgerti a un patronato che lo farà gratuitamente per te.

Se presenti la domanda dopo il 68° giorno dalla cessazione, non perdi il diritto alla NASPI ma perdi tutti i giorni di indennità tra l'8° giorno e la data di presentazione. Ogni giorno di ritardo è denaro perso.

Devi avere almeno 13 settimane di contribuzione per disoccupazione (DS) nei 4 anni precedenti la data di cessazione del rapporto. Sono valide: contributi versati per lavoro subordinato (anche con datori diversi), contributi figurativi per maternità, congedo parentale, malattia, infortunio sul lavoro. Non sono valide per la NASPI: contributi per lavoro autonomo (gestione separata), figurativi per disoccupazione precedente, contributi volontari. Il calcolo si fa su 52 settimane = 1 anno solare.

Sì, le dimissioni per giusta causa (mancato pagamento stipendi, mobbing, demansionamento, molestie, modifiche unilaterali del contratto) danno pieno diritto alla NASPI come il licenziamento. Devi però dichiarare la giusta causa nella PEC di dimissioni (specificando i motivi) e farti tutelare da CGIL/CISL/UIL o patronato per la pratica INPS. L'INPS può chiedere ulteriori documenti (contestazioni scritte al datore, certificati medici, denunce all'Ispettorato).

La NASPI decorre dall'8° giorno successivo alla cessazione del rapporto (i primi 7 sono periodo di carenza non indennizzato). Il primo pagamento arriva di norma 30-45 giorni dopo la domanda, con accredito IBAN comunicato. Le mensilità sono erogate il 15 di ogni mese e coprono il mese precedente (la NASPI di agosto è pagata a metà settembre, ecc.). Se ci sono ritardi puoi chiedere sollecito al Contact Center INPS 803.164.

Sì: puoi rinunciare alla NASPI in qualsiasi momento dopo la domanda, anche subito. Se hai già ricevuto pagamenti li devi restituire (di solito tramite F24). La NASPI non goduta non si perde: rimane "in banca" per future disoccupazioni (la prossima volta che presenti domanda sommerai i diritti). Conviene rinunciare se il nuovo lavoro è a tempo indeterminato e ti aspetti stabilità, perché in 4 anni potresti accumulare diritto a NASPI più alta.

Strumento gratuito: Calcola la NASpI

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Disclaimer

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità puramente informative e divulgative. Non costituiscono consulenza legale, fiscale o professionale. Per situazioni specifiche si consiglia di rivolgersi a un consulente del lavoro, un commercialista o un avvocato specializzato in diritto del lavoro. Nonostante il massimo impegno nell'aggiornamento dei contenuti, le normative possono variare: verifica sempre le fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate, Gazzetta Ufficiale).