Come funziona la pensione nel 2026
La Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025) ha confermato i requisiti ordinari di pensionamento previsti dalla Riforma Fornero, prorogato l'APE Sociale fino al 31 dicembre 2026 e abolito Quota 103 e Opzione Donna per chi non aveva maturato i requisiti entro le scadenze del 2024 e 2025. Restano in vigore quattro principali vie di uscita: la pensione di vecchiaia ordinaria, la pensione anticipata ordinaria, la pensione anticipata contributiva a 64 anni e l'APE Sociale per le categorie tutelate. A queste si aggiungono la RITA (rendita integrativa temporanea anticipata, ora strutturale) e l'isopensione (per cessazioni entro il 30 novembre 2026).
1) Pensione di vecchiaia ordinaria
Richiede 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi versati. È la via "classica" e accessibile a tutti i lavoratori, indipendentemente dal genere o dalla categoria. Per chi rientra interamente nel sistema contributivo (primo contributo dal 1° gennaio 1996), è inoltre necessario che la pensione maturata sia almeno pari a 1,0 volta l'assegno sociale (546,24 € mensili nel 2026), in caso contrario il requisito anagrafico sale a 71 anni con almeno 5 anni di contribuzione effettiva.
Dal 1° gennaio 2027 scatta l'adeguamento alla speranza di vita: il requisito anagrafico passerà a 67 anni e 1 mese, e dal 1° gennaio 2028 a 67 anni e 3 mesi. Lo stesso adeguamento si applica al requisito contributivo dei 20 anni.
2) Pensione anticipata ordinaria
Permette di uscire indipendentemente dall'età anagrafica avendo accumulato almeno 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne). Si applica una finestra mobile di 3 mesi tra la maturazione del requisito e la decorrenza effettiva dell'assegno. Anche per questa misura è previsto l'adeguamento alla speranza di vita: dal 2027 il requisito sale a 42a11m / 41a11m, dal 2028 a 43a1m / 42a1m.
3) Pensione anticipata contributiva (64 anni)
Riservata ai lavoratori "contributivi puri" (privi di anzianità contributiva al 31/12/1995). Requisiti: 64 anni di età, 20 anni di contribuzione effettiva e — novità della Legge di Bilancio 2026 — la pensione lorda mensile maturata deve essere almeno pari a 3 volte l'assegno sociale (1.638,72 € mensili nel 2026). Per le donne la soglia scende a 2,8 volte con un figlio (1.529,47 €) e a 2,6 volte con due o più figli (1.420,22 €).
Dal 2026 non è più consentito cumulare la rendita della previdenza complementare con la pensione INPS per raggiungere la soglia: il requisito di importo deve essere centrato esclusivamente con l'assegno INPS.
4) APE Sociale
L'Anticipo Pensionistico Sociale è un'indennità mensile (a carico dello Stato, max 1.500 € lordi/mese) che traghetta fino alla pensione di vecchiaia. Prorogato fino al 31 dicembre 2026, richiede 63 anni e 5 mesi di età e l'appartenenza a una di queste categorie tutelate: disoccupati (NASPI esaurita) e caregiver di familiari con disabilità grave o invalidi con riduzione della capacità lavorativa ≥ 74% (in tutti questi casi 30 anni di contributi); lavoratori addetti a mansioni gravose (36 anni di contributi, ridotti a 32 per alcune categorie come edili, infermieri, autisti pesanti, operai agricoli).
5) RITA (rendita integrativa temporanea anticipata)
Non è una pensione pubblica ma una prestazione del proprio fondo pensione complementare che eroga, sotto forma di rendita temporanea, il capitale accumulato fino al raggiungimento dell'età di vecchiaia. Resa permanente dalla Legge di Bilancio 2026, è accessibile fino a 5 anni prima della vecchiaia (con almeno 20 anni di contributi obbligatori + 5 anni di adesione al fondo) oppure fino a 10 anni prima per chi è disoccupato da oltre 24 mesi. La tassazione è agevolata: aliquota fissa al 15%, ridotta di 0,30 punti per ogni anno di adesione oltre il 15° (minimo 9%).
6) Isopensione (scivolo aziendale)
Strumento di esodo concordato tra azienda (più di 15 dipendenti) e sindacati, che consente di lasciare il lavoro fino a 7 anni prima della pensione con assegno a carico del datore. La proroga del massimo a 7 anni (anziché 4) è valida solo per cessazioni entro il 30 novembre 2026; dopo tale data si torna al limite ordinario di 4 anni.
Come si calcola l'importo della pensione
Dal 2012 (Riforma Fornero) tutti i lavoratori calcolano la pensione con il metodo contributivo per le anzianità maturate dal 1° gennaio 2012 in poi. Il funzionamento è semplice nei concetti, complesso nei dettagli:
- Aliquota di computo: ogni anno il 33% della retribuzione annua lorda (per i dipendenti del settore privato) viene accantonato nel cosiddetto "montante contributivo individuale".
- Rivalutazione: il montante si rivaluta ogni anno in base alla media quinquennale del PIL nominale (storicamente 1-2%).
- Coefficiente di trasformazione: al momento del pensionamento il montante viene convertito in rendita annua moltiplicandolo per un coefficiente che dipende dall'età. I coefficienti sono aggiornati ogni due anni con decreto ministeriale e per il biennio 2025-2026 vanno dal 4,204% a 57 anni al 6,510% a 71 anni (DM 20 novembre 2024).
- Pensione annua lorda = Montante × Coefficiente, poi divisa per 13 mensilità per ottenere il lordo mensile.
Per chi ha versato contributi prima del 1° gennaio 1996 si applica il sistema misto: la quota maturata fino al 31/12/2011 è calcolata con il metodo retributivo (legato alle ultime retribuzioni), quella successiva con il contributivo. Questo strumento simula solo la parte contributiva, quindi per i "misti" la pensione effettiva sarà probabilmente più alta dell'importo qui stimato.
Domande frequenti
Posso ancora andare in pensione con Quota 103 nel 2026?
Solo se hai maturato il diritto (62 anni di età + 41 anni di contributi) entro il 31 dicembre 2025. La Legge di Bilancio 2026 non ha prorogato la misura: chi raggiunge i requisiti nel 2026 non può più usarla, in virtù del principio di cristallizzazione del diritto.
E Opzione Donna?
Stesso meccanismo: solo chi aveva maturato i requisiti (61/60/59 anni + 35 contributi, con i requisiti delle categorie tutelate) entro il 31 dicembre 2024 può ancora accedervi nel 2026. Per le altre lavoratrici la misura non è più disponibile.
Quando conviene andare in pensione il più tardi possibile?
Posticipare aumenta sia il montante accumulato sia il coefficiente di trasformazione: passare da 64 a 67 anni significa un coefficiente che cresce dal 5,088% al 5,608% (+10,2%) e un montante che cresce per 3 ulteriori anni di contributi. La pensione mensile può aumentare del 20-30% solo per questi due effetti combinati.
Il calcolo include la pensione complementare?
No, questo strumento stima solo la pensione obbligatoria INPS. Per il fondo pensione di categoria o aperto, controlla il prospetto del tuo fondo o usa il simulatore di COVIP.
Vedi anche: calcolo stipendio netto, calcolo TFR, calcolo NASPI. Per le guide approfondite consulta la sezione TFR e Previdenza.