Riscatto Laurea 2026: Quanto Costa, Come Funziona e Quando Conviene

Aggiornato: 12 May 2026 7 min di lettura

Punti Chiave di Questa Guida

  • Il riscatto agevolato della laurea costa nel 2026 6.208,95 € per ogni anno di corso, indipendentemente dal reddito
  • Il riscatto ordinario si calcola sulla retribuzione attuale e può costare da 10.000 a oltre 20.000 € per anno
  • Entrambe le forme sono interamente deducibili dal reddito IRPEF (no tetto massimo), con rimborso effettivo del 23-43% in base allo scaglione
  • I familiari a carico (genitori per il figlio neolaureato) ottengono solo una detrazione del 19% in dichiarazione
  • Il pagamento può essere rateizzato fino a 120 rate mensili (10 anni) senza interessi né maggiorazioni

Cos'è il riscatto della laurea

Il riscatto degli anni di laurea è una facoltà prevista dal D.Lgs. 184/1997 che permette ai lavoratori di trasformare gli anni di corso universitario in anzianità contributiva utile per la pensione. In pratica, "compri" dall'INPS i contributi che non hai versato mentre studiavi, in cambio del riconoscimento di quegli anni come se fossero stati lavorati.

Lo scopo è duplice: anticipare il momento del pensionamento (raggiungere prima i 20 anni di contributi per la vecchiaia o i 42a10m per l'anticipata) e aumentare l'importo della pensione (più contributi = montante più alto = pensione più alta). Per chi è laureato e ha iniziato a lavorare a 25-27 anni invece che a 19, il riscatto può fare la differenza tra andare in pensione a 64 anni o a 67.

Esistono due modalità di riscatto, con costi e regole molto diverse: il riscatto agevolato (introdotto in via sperimentale dal Decreto 4/2019 e ora reso permanente) e il riscatto ordinario (la modalità storica, regolata dal D.Lgs. 184/1997). La scelta tra le due dipende dalla situazione contributiva, dall'età e dalle prospettive di carriera.

Il riscatto agevolato: 6.208,95 € per anno di corso

Il riscatto agevolato si caratterizza per un costo forfettario, calcolato sul minimale della Gestione Separata INPS moltiplicato per l'aliquota di computo del 33%. Per il 2026 il valore è di 6.208,95 € per ogni anno di corso da riscattare, valido indipendentemente dal reddito del richiedente, dall'età, dal sesso o dal tipo di laurea.

I vantaggi del riscatto agevolato sono:

  • Costo basso e prevedibile: 6.208 €/anno vs i 12-25.000 €/anno del riscatto ordinario;
  • Nessuna prova reddituale: non c'è verifica della tua situazione economica;
  • Deducibilità integrale: l'intero importo è deducibile dal reddito IRPEF, senza tetto massimo;
  • Rate fino a 10 anni: pagamento spalmabile su 120 rate mensili.

L'unico vincolo del riscatto agevolato è che gli anni riscattati vengono obbligatoriamente calcolati con il metodo contributivo, anche se sei un lavoratore "misto" che avrebbe diritto al calcolo retributivo per le anzianità pre-1996. Questo è il principale aspetto da valutare prima di scegliere l'agevolato.

Esempio: riscatto agevolato di 5 anni

Anna, 35 anni, vuole riscattare 5 anni di università (laurea quinquennale a ciclo unico). Costo totale: 5 × 6.208,95 = 31.044,75 €. Anna ha un reddito di 35.000 € e sceglie di rateizzare in 60 rate da 517 €/mese. La rata è deducibile dal reddito IRPEF: con aliquota marginale del 33%, ogni anno Anna risparmia 33% × 6.204 = 2.048 € di IRPEF. Costo effettivo netto: 31.044 – (5 × 2.048) = 20.804 €. In cambio, Anna ottiene 5 anni di contributi che le permetteranno di andare in pensione anticipata 5 anni prima.

Il riscatto ordinario: percentuale sulla retribuzione

Il riscatto ordinario non ha un costo fisso ma è calcolato in proporzione alla retribuzione attuale del richiedente. La formula varia a seconda del sistema previdenziale di appartenenza:

  • Per i lavoratori in sistema retributivo (con anzianità al 31/12/1995): si applica il metodo della riserva matematica, che calcola il costo necessario a coprire la maggiore pensione che il riscatto produrrà. È il metodo più costoso, può arrivare a 20.000-25.000 €/anno per redditi medio-alti.
  • Per i lavoratori in sistema contributivo (primo contributo dal 1996): si applica la retribuzione attuale × aliquota di computo. Per i dipendenti privati: RAL × 33%. Per una RAL di 35.000 € il costo è 11.550 €/anno.

Il riscatto ordinario è quindi tendenzialmente più caro del riscatto agevolato, ma ha un vantaggio: preserva il sistema di calcolo originario. Se sei un lavoratore "misto" e i tuoi anni di laurea cadono in un periodo che sarebbe stato retributivo (cioè se ti fossi laureato e avessi iniziato a lavorare entro il 1995), il riscatto ordinario ti garantisce il calcolo retributivo anche per quegli anni "comprati".

Deducibilità IRPEF: il vantaggio fiscale

Il vantaggio fiscale del riscatto della laurea è uno degli aspetti più interessanti e spesso sottovalutati. Le somme versate sono integralmente deducibili dal reddito complessivo IRPEF, senza limiti di importo (art. 10 TUIR). Concretamente, se versi 6.208 € di riscatto in un anno:

  • Aliquota IRPEF del 23% (redditi fino a 28.000 €): risparmi 1.428 € di tasse, costo netto 4.780 €;
  • Aliquota del 33% (redditi 28.000-50.000 €): risparmi 2.049 € di tasse, costo netto 4.159 €;
  • Aliquota del 43% (redditi oltre 50.000 €): risparmi 2.669 € di tasse, costo netto 3.539 €.

Il "rimborso" arriva automaticamente: se sei lavoratore dipendente e i contributi vengono trattenuti dal datore di lavoro (modalità "ditta"), il risparmio fiscale viene applicato direttamente in busta paga. Se paghi tu personalmente, lo recuperi in dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF) l'anno successivo.

Detrazione per i familiari a carico

Se il riscatto è pagato per un familiare fiscalmente a carico (tipicamente, un genitore che paga il riscatto agevolato per il figlio neolaureato che non ha ancora un lavoro stabile), il regime fiscale cambia: invece della deducibilità integrale spetta una detrazione del 19% dall'IRPEF dovuta. È un meccanismo meno vantaggioso, ma comunque utile.

Strategia fiscale: chi paga il riscatto?

Se hai un reddito basso o sei ancora studente, conviene che paghi il genitore, perché può portarlo in deduzione/detrazione. Se invece sei già occupato con un reddito medio-alto, conviene pagare tu stesso: la deduzione al 33-43% è molto più vantaggiosa della detrazione al 19% spettante al genitore. Valuta caso per caso facendo la "doppia simulazione" in CAF.

Quando conviene riscattare la laurea

Il riscatto della laurea non conviene a tutti. Ecco una griglia di valutazione semplificata.

Conviene riscattare se:

  • Sei in regime contributivo puro (primo contributo dal 1996) e hai meno di 45 anni: il riscatto agevolato è quasi sempre vantaggioso, soprattutto se vuoi puntare alla pensione anticipata contributiva a 64 anni;
  • Hai un reddito medio-alto e sfrutti la deducibilità ad aliquota 33-43%;
  • La tua carriera è iniziata tardi (dopo i 25 anni) e ti mancano contributi per raggiungere i 20 anni di vecchiaia o i 42a10m di anticipata;
  • Hai una buona aspettativa di vita lavorativa post-riscatto: i contributi versati si rivaluteranno per molti anni.

Non conviene riscattare se:

  • Sei già vicino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia, perché il riscatto non anticiperà significativamente l'uscita;
  • Sei in sistema retributivo puro con anzianità pre-1995 e una retribuzione molto alta: il riscatto ordinario potrebbe costare 25-30 mila euro/anno, una somma difficile da ammortizzare;
  • Hai un reddito basso che non beneficia pienamente della deducibilità integrale;
  • Hai dubbi sulla continuità della tua carriera lavorativa: se cessi presto, parte del beneficio si perde.

Come fare domanda

La domanda di riscatto si presenta esclusivamente online sul portale INPS, tramite credenziali SPID, CIE o CNS. Sezione: "Prestazioni e servizi" → "Domanda di riscatto, ricongiunzione e rendita". Documentazione richiesta:

  • Certificato di laurea con indicazione della durata legale del corso e degli anni di iscrizione;
  • Documento d'identità;
  • Indicazione della modalità di pagamento (rate o unica soluzione);
  • Per il riscatto ordinario, dichiarazione della retribuzione attuale (se non automaticamente disponibile dai flussi UniEmens del datore).

L'INPS emette in genere entro 30-60 giorni il provvedimento di accoglimento con il piano di pagamento dettagliato. Da quel momento decorrono i versamenti, e ad ogni rata pagata corrisponde una quota di anzianità accreditata pro-quota nella tua posizione contributiva.

Conclusioni

Il riscatto della laurea — soprattutto nella sua versione agevolata — è uno degli strumenti più efficaci per anticipare l'età pensionabile e aumentare l'assegno futuro, sfruttando un costo contenuto e una deducibilità fiscale generosa. Per un giovane laureato che inizia a lavorare a 25-26 anni, 5 anni riscattati a poco più di 6.000 €/anno (al lordo del risparmio fiscale) possono significare 3-5 anni di anticipo sulla pensione.

Prima di decidere, però, fai due simulazioni: con e senza riscatto, usando il nostro calcolatore di pensione 2026. Aggiusta i "mesi totali contributi versati" per includere gli anni di laurea e confronta le date di uscita e gli importi. Vedrai concretamente l'impatto del riscatto sul tuo caso specifico.

Se hai versato contributi a più gestioni nel corso della carriera (INPS dipendenti, Gestione Separata, casse professionali, ex-INPDAP), valuta anche il cumulo gratuito dei contributi prima di pagare un riscatto: spesso l'unione dei periodi già coperti è sufficiente a raggiungere i requisiti senza spendere nulla. Per approfondire le altre forme di anticipo, leggi la nostra guida completa alla pensione 2026.

Domande Frequenti

Sì, anzi paradossalmente conviene di più. Per il riscatto agevolato, il costo è fisso (6.208 €/anno) ma il beneficio cresce nel tempo perché i contributi versati si rivalutano per più anni. Inoltre, la deducibilità integrale dal reddito significa che lo Stato ti "rimborsa" subito il 23-43% del costo. Per chi è sotto i 40 anni e in regime contributivo, il riscatto agevolato è quasi sempre conveniente.

Sì, il riscatto può essere rateizzato in un massimo di 120 rate mensili (10 anni), senza interessi né maggiorazioni. La rata minima è di 30 € al mese. Se decidi di interrompere il pagamento, i contributi accreditati corrispondono alla quota effettivamente versata (proporzionalmente agli anni completati).

Dipende dalla tua situazione contributiva. Il riscatto agevolato è disponibile solo per chi rientra nel sistema contributivo (primo contributo dal 1996) o opta per il ricalcolo contributivo dell'intera anzianità. Il riscatto ordinario è obbligatorio per chi vuole mantenere il calcolo retributivo. L'agevolato costa molto meno (6.208 €/anno vs 12-25.000 €/anno) ma "fissa" il calcolo contributivo: se hai una retribuzione alta, il retributivo potrebbe essere più conveniente.

Sì, sono riscattabili: il diploma di laurea (durata legale del corso), il diploma di laurea magistrale o specialistica, il dottorato di ricerca e i diplomi di specializzazione post-laurea. Non sono riscattabili i master di primo o secondo livello, salvo eccezioni specifiche per alcune professioni regolamentate.

Tecnicamente puoi presentare la domanda di riscatto agevolato anche senza essere ancora iscritto a una gestione INPS. Però fino a quando non hai un primo accredito contributivo, il riscatto non è "operativo": il consiglio pratico è di presentare la domanda subito dopo il primo periodo di lavoro coperto da contribuzione obbligatoria, in modo da fissare la categoria contributiva di riferimento.

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Disclaimer

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità puramente informative e divulgative. Non costituiscono consulenza legale, fiscale o professionale. Per situazioni specifiche si consiglia di rivolgersi a un consulente del lavoro, un commercialista o un avvocato specializzato in diritto del lavoro. Nonostante il massimo impegno nell'aggiornamento dei contenuti, le normative possono variare: verifica sempre le fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate, Gazzetta Ufficiale).