Riscatto Laurea 2026: Quanto Costa, Come Funziona e Quando Conviene

📅 Aggiornato: 12 May 2026 ⏱️ 15 min di lettura 📊 1,249 parole

🎯 Punti Chiave di Questa Guida

  • Il riscatto agevolato della laurea costa nel 2026 6.208,95 € per ogni anno di corso, indipendentemente dal reddito
  • Il riscatto ordinario si calcola sulla retribuzione attuale e può costare da 10.000 a oltre 20.000 € per anno
  • Entrambe le forme sono interamente deducibili dal reddito IRPEF (no tetto massimo), con rimborso effettivo del 23-43% in base allo scaglione
  • I familiari a carico (genitori per il figlio neolaureato) ottengono solo una detrazione del 19% in dichiarazione
  • Il pagamento può essere rateizzato fino a 120 rate mensili (10 anni) senza interessi né maggiorazioni

Cos'è il riscatto della laurea

Il riscatto degli anni di laurea è una facoltà prevista dal D.Lgs. 184/1997 che permette ai lavoratori di trasformare gli anni di corso universitario in anzianità contributiva utile per la pensione. In pratica, "compri" dall'INPS i contributi che non hai versato mentre studiavi, in cambio del riconoscimento di quegli anni come se fossero stati lavorati.

Lo scopo è duplice: anticipare il momento del pensionamento (raggiungere prima i 20 anni di contributi per la vecchiaia o i 42a10m per l'anticipata) e aumentare l'importo della pensione (più contributi = montante più alto = pensione più alta). Per chi è laureato e ha iniziato a lavorare a 25-27 anni invece che a 19, il riscatto può fare la differenza tra andare in pensione a 64 anni o a 67.

Esistono due modalità di riscatto, con costi e regole molto diverse: il riscatto agevolato (introdotto in via sperimentale dal Decreto 4/2019 e ora reso permanente) e il riscatto ordinario (la modalità storica, regolata dal D.Lgs. 184/1997). La scelta tra le due dipende dalla situazione contributiva, dall'età e dalle prospettive di carriera.

Il riscatto agevolato: 6.208,95 € per anno di corso

Il riscatto agevolato si caratterizza per un costo forfettario, calcolato sul minimale della Gestione Separata INPS moltiplicato per l'aliquota di computo del 33%. Per il 2026 il valore è di 6.208,95 € per ogni anno di corso da riscattare, valido indipendentemente dal reddito del richiedente, dall'età, dal sesso o dal tipo di laurea.

I vantaggi del riscatto agevolato sono:

  • Costo basso e prevedibile: 6.208 €/anno vs i 12-25.000 €/anno del riscatto ordinario;
  • Nessuna prova reddituale: non c'è verifica della tua situazione economica;
  • Deducibilità integrale: l'intero importo è deducibile dal reddito IRPEF, senza tetto massimo;
  • Rate fino a 10 anni: pagamento spalmabile su 120 rate mensili.

L'unico vincolo del riscatto agevolato è che gli anni riscattati vengono obbligatoriamente calcolati con il metodo contributivo, anche se sei un lavoratore "misto" che avrebbe diritto al calcolo retributivo per le anzianità pre-1996. Questo è il principale aspetto da valutare prima di scegliere l'agevolato.

📝 Esempio: riscatto agevolato di 5 anni

Anna, 35 anni, vuole riscattare 5 anni di università (laurea quinquennale a ciclo unico). Costo totale: 5 × 6.208,95 = 31.044,75 €. Anna ha un reddito di 35.000 € e sceglie di rateizzare in 60 rate da 517 €/mese. La rata è deducibile dal reddito IRPEF: con aliquota marginale del 33%, ogni anno Anna risparmia 33% × 6.204 = 2.048 € di IRPEF. Costo effettivo netto: 31.044 – (5 × 2.048) = 20.804 €. In cambio, Anna ottiene 5 anni di contributi che le permetteranno di andare in pensione anticipata 5 anni prima.

Il riscatto ordinario: percentuale sulla retribuzione

Il riscatto ordinario non ha un costo fisso ma è calcolato in proporzione alla retribuzione attuale del richiedente. La formula varia a seconda del sistema previdenziale di appartenenza:

  • Per i lavoratori in sistema retributivo (con anzianità al 31/12/1995): si applica il metodo della riserva matematica, che calcola il costo necessario a coprire la maggiore pensione che il riscatto produrrà. È il metodo più costoso, può arrivare a 20.000-25.000 €/anno per redditi medio-alti.
  • Per i lavoratori in sistema contributivo (primo contributo dal 1996): si applica la retribuzione attuale × aliquota di computo. Per i dipendenti privati: RAL × 33%. Per una RAL di 35.000 € il costo è 11.550 €/anno.

Il riscatto ordinario è quindi tendenzialmente più caro del riscatto agevolato, ma ha un vantaggio: preserva il sistema di calcolo originario. Se sei un lavoratore "misto" e i tuoi anni di laurea cadono in un periodo che sarebbe stato retributivo (cioè se ti fossi laureato e avessi iniziato a lavorare entro il 1995), il riscatto ordinario ti garantisce il calcolo retributivo anche per quegli anni "comprati".

Deducibilità IRPEF: il vantaggio fiscale

Il vantaggio fiscale del riscatto della laurea è uno degli aspetti più interessanti e spesso sottovalutati. Le somme versate sono integralmente deducibili dal reddito complessivo IRPEF, senza limiti di importo (art. 10 TUIR). Concretamente, se versi 6.208 € di riscatto in un anno:

  • Aliquota IRPEF del 23% (redditi fino a 28.000 €): risparmi 1.428 € di tasse, costo netto 4.780 €;
  • Aliquota del 33% (redditi 28.000-50.000 €): risparmi 2.049 € di tasse, costo netto 4.159 €;
  • Aliquota del 43% (redditi oltre 50.000 €): risparmi 2.669 € di tasse, costo netto 3.539 €.

Il "rimborso" arriva automaticamente: se sei lavoratore dipendente e i contributi vengono trattenuti dal datore di lavoro (modalità "ditta"), il risparmio fiscale viene applicato direttamente in busta paga. Se paghi tu personalmente, lo recuperi in dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF) l'anno successivo.

Detrazione per i familiari a carico

Se il riscatto è pagato per un familiare fiscalmente a carico (tipicamente, un genitore che paga il riscatto agevolato per il figlio neolaureato che non ha ancora un lavoro stabile), il regime fiscale cambia: invece della deducibilità integrale spetta una detrazione del 19% dall'IRPEF dovuta. È un meccanismo meno vantaggioso, ma comunque utile.

💡 Strategia fiscale: chi paga il riscatto?

Se hai un reddito basso o sei ancora studente, conviene che paghi il genitore, perché può portarlo in deduzione/detrazione. Se invece sei già occupato con un reddito medio-alto, conviene pagare tu stesso: la deduzione al 33-43% è molto più vantaggiosa della detrazione al 19% spettante al genitore. Valuta caso per caso facendo la "doppia simulazione" in CAF.

Quando conviene riscattare la laurea

Il riscatto della laurea non conviene a tutti. Ecco una griglia di valutazione semplificata.

Conviene riscattare se:

  • Sei in regime contributivo puro (primo contributo dal 1996) e hai meno di 45 anni: il riscatto agevolato è quasi sempre vantaggioso, soprattutto se vuoi puntare alla pensione anticipata contributiva a 64 anni;
  • Hai un reddito medio-alto e sfrutti la deducibilità ad aliquota 33-43%;
  • La tua carriera è iniziata tardi (dopo i 25 anni) e ti mancano contributi per raggiungere i 20 anni di vecchiaia o i 42a10m di anticipata;
  • Hai una buona aspettativa di vita lavorativa post-riscatto: i contributi versati si rivaluteranno per molti anni.

Non conviene riscattare se:

  • Sei già vicino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia, perché il riscatto non anticiperà significativamente l'uscita;
  • Sei in sistema retributivo puro con anzianità pre-1995 e una retribuzione molto alta: il riscatto ordinario potrebbe costare 25-30 mila euro/anno, una somma difficile da ammortizzare;
  • Hai un reddito basso che non beneficia pienamente della deducibilità integrale;
  • Hai dubbi sulla continuità della tua carriera lavorativa: se cessi presto, parte del beneficio si perde.

Come fare domanda

La domanda di riscatto si presenta esclusivamente online sul portale INPS, tramite credenziali SPID, CIE o CNS. Sezione: "Prestazioni e servizi" → "Domanda di riscatto, ricongiunzione e rendita". Documentazione richiesta:

  • Certificato di laurea con indicazione della durata legale del corso e degli anni di iscrizione;
  • Documento d'identità;
  • Indicazione della modalità di pagamento (rate o unica soluzione);
  • Per il riscatto ordinario, dichiarazione della retribuzione attuale (se non automaticamente disponibile dai flussi UniEmens del datore).

L'INPS emette in genere entro 30-60 giorni il provvedimento di accoglimento con il piano di pagamento dettagliato. Da quel momento decorrono i versamenti, e ad ogni rata pagata corrisponde una quota di anzianità accreditata pro-quota nella tua posizione contributiva.

Conclusioni

Il riscatto della laurea — soprattutto nella sua versione agevolata — è uno degli strumenti più efficaci per anticipare l'età pensionabile e aumentare l'assegno futuro, sfruttando un costo contenuto e una deducibilità fiscale generosa. Per un giovane laureato che inizia a lavorare a 25-26 anni, 5 anni riscattati a poco più di 6.000 €/anno (al lordo del risparmio fiscale) possono significare 3-5 anni di anticipo sulla pensione.

Prima di decidere, però, fai due simulazioni: con e senza riscatto, usando il nostro calcolatore di pensione 2026. Aggiusta i "mesi totali contributi versati" per includere gli anni di laurea e confronta le date di uscita e gli importi. Vedrai concretamente l'impatto del riscatto sul tuo caso specifico.

Se hai versato contributi a più gestioni nel corso della carriera (INPS dipendenti, Gestione Separata, casse professionali, ex-INPDAP), valuta anche il cumulo gratuito dei contributi prima di pagare un riscatto: spesso l'unione dei periodi già coperti è sufficiente a raggiungere i requisiti senza spendere nulla. Per approfondire le altre forme di anticipo, leggi la nostra guida completa alla pensione 2026.

❓ Domande Frequenti

Sì, anzi paradossalmente conviene di più. Per il riscatto agevolato, il costo è fisso (6.208 €/anno) ma il beneficio cresce nel tempo perché i contributi versati si rivalutano per più anni. Inoltre, la deducibilità integrale dal reddito significa che lo Stato ti "rimborsa" subito il 23-43% del costo. Per chi è sotto i 40 anni e in regime contributivo, il riscatto agevolato è quasi sempre conveniente.

Sì, il riscatto può essere rateizzato in un massimo di 120 rate mensili (10 anni), senza interessi né maggiorazioni. La rata minima è di 30 € al mese. Se decidi di interrompere il pagamento, i contributi accreditati corrispondono alla quota effettivamente versata (proporzionalmente agli anni completati).

Dipende dalla tua situazione contributiva. Il riscatto agevolato è disponibile solo per chi rientra nel sistema contributivo (primo contributo dal 1996) o opta per il ricalcolo contributivo dell'intera anzianità. Il riscatto ordinario è obbligatorio per chi vuole mantenere il calcolo retributivo. L'agevolato costa molto meno (6.208 €/anno vs 12-25.000 €/anno) ma "fissa" il calcolo contributivo: se hai una retribuzione alta, il retributivo potrebbe essere più conveniente.

Sì, sono riscattabili: il diploma di laurea (durata legale del corso), il diploma di laurea magistrale o specialistica, il dottorato di ricerca e i diplomi di specializzazione post-laurea. Non sono riscattabili i master di primo o secondo livello, salvo eccezioni specifiche per alcune professioni regolamentate.

Tecnicamente puoi presentare la domanda di riscatto agevolato anche senza essere ancora iscritto a una gestione INPS. Però fino a quando non hai un primo accredito contributivo, il riscatto non è "operativo": il consiglio pratico è di presentare la domanda subito dopo il primo periodo di lavoro coperto da contribuzione obbligatoria, in modo da fissare la categoria contributiva di riferimento.

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⚠️ Disclaimer

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità puramente informative e divulgative. Non costituiscono consulenza legale, fiscale o professionale. Per situazioni specifiche si consiglia di rivolgersi a un consulente del lavoro, un commercialista o un avvocato specializzato in diritto del lavoro. Nonostante il massimo impegno nell'aggiornamento dei contenuti, le normative possono variare: verifica sempre le fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate, Gazzetta Ufficiale).