Bonus Mobili 2026: Detrazione 50%, Tetto, Documenti, Pagamento Tracciato

📅 Aggiornato: 08 May 2026 ⏱️ 9 min di lettura 📊 882 parole

🎯 Punti Chiave di Questa Guida

  • Il bonus mobili 2026 conferma la detrazione IRPEF del 50% sull'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A (D per i forni) destinati ad arredare l'immobile oggetto di ristrutturazione
  • Il tetto annuo di spesa è di €5.000 per ciascuna unità immobiliare ristrutturata: la detrazione massima è quindi €2.500 (50% × €5.000), spalmata in 10 quote annuali di €250 ciascuna
  • Il bonus è subordinato a una ristrutturazione "ammessa al bonus 50%": iniziata dopo il 1° gennaio dell'anno precedente all'acquisto dei mobili (anche se i lavori sono ancora in corso al momento dell'acquisto)
  • Sono ammessi mobili nuovi (no usati): letti, armadi, divani, sedie, tavoli, materassi, mobili da bagno, lampade. Esclusi: tendaggi, carta da parati, bidet, sanitari, porte interne
  • Per gli elettrodomestici servono classe energetica A o superiore (etichetta nuova): forno (classe almeno D vecchio sistema), frigorifero, lavatrice, lavastoviglie, condizionatore, asciugatrice, stufa elettrica
  • Il pagamento deve avvenire con bonifico "parlante" (causale specifica con D.L. 63/2013), bancomat o carta di credito; il contante non è ammesso
📌 In due righe

Se stai ristrutturando un immobile (ristrutturazione iniziata dopo 1° gennaio dell'anno precedente), puoi detrarre il 50% delle spese per mobili e grandi elettrodomestici nuovi (classe A o superiore), fino a un tetto di €5.000 per unità immobiliare, spalmato in 10 quote annuali. Pagamento tracciato obbligatorio (bonifico parlante).

La cornice normativa

Il bonus mobili è disciplinato dall'art. 16 c. 2 D.L. 63/2013 (convertito in L. 90/2013), originariamente introdotto come misura "una tantum" e poi prorogato di anno in anno dalle Leggi di Bilancio. La L. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025) ha confermato la proroga al 2026 con le stesse condizioni del 2025: detrazione 50%, tetto €5.000.

Il presupposto cardine è il collegamento con una ristrutturazione ammessa al bonus 50% dell'art. 16-bis TUIR. Il bonus mobili "vive" come accessorio del bonus ristrutturazione: non puoi prendere il bonus mobili senza ristrutturazione (sebbene la giurisprudenza ammetta interpretazioni estensive in casi specifici).

Cosa rientra: l'elenco

Mobili

AmmessiEsclusi
Letti, materassi, retiTendaggi, tappeti
Armadi, cassettiere, comòCarta da parati, pittura
Divani, poltrone, mobili da soggiornoLampadine (escluse), porte interne
Tavoli, sedieBidet, lavabi, vasche da bagno (sono "edili")
Mobili da bagno (mobiletti, contenitori)Tegole, pavimenti, rivestimenti
Lampade da tavolo, da terra, appliqueQuadri e oggetti d'arredo decorativi
Cucine componibiliMobili da esterno (terrazzi, giardino) — controverso

Grandi elettrodomestici

Sono ammessi solo gli elettrodomestici di classe energetica almeno A secondo la nuova etichetta UE. Per i forni il limite è classe D (per ragioni di ridenominazione delle classi).

  • Frigoriferi e congelatori: classe A o superiore
  • Lavatrici: classe A o superiore
  • Lavastoviglie: classe A o superiore
  • Asciugatrici: classe A o superiore
  • Forni: classe D o superiore (vecchio sistema), o equivalente nuovo
  • Condizionatori: classe A o superiore
  • Stufe elettriche: classe A o superiore
  • Apparecchi a microonde: classe E o superiore
  • Apparecchi per il riscaldamento elettrico: classe A o superiore

Sono esclusi: piccoli elettrodomestici (frullatore, robot da cucina, asciugacapelli, aspirapolvere), TV (tranne casi marginali), elettrodomestici da incasso non dotati di etichetta autonoma.

Il tetto di spesa

Il tetto è di €5.000 per ciascuna unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. Si calcola così:

  • Una sola unità ristrutturata = tetto unico di €5.000;
  • Più unità ristrutturate (es. due appartamenti) = tetti separati per ognuna (€10.000 totali);
  • Il tetto è "annuale": se l'acquisto di mobili è ripartito su due anni civili, hai due tetti distinti di €5.000 ciascuno;
  • Il tetto è "per il singolo intervento di ristrutturazione": se nel 2026 inizi una nuova ristrutturazione del medesimo immobile, hai un nuovo tetto.

L'eccedenza oltre €5.000 non è detraibile: pagare €6.500 di mobili in un anno per un immobile significa detrarre €2.500 (50% di €5.000) e perdere il 50% dei restanti €1.500 = €750.

Periodo di applicazione

L'acquisto deve avvenire dopo l'inizio della ristrutturazione, ma almeno entro il 31 dicembre 2026 (per il bonus 2026). La data che fa fede è la data del bonifico (non della consegna del mobile).

Se la ristrutturazione è "iniziata" prima del 1° gennaio 2025 (es. ottobre 2024), gli acquisti del 2026 rientrano nel bonus 2026 con tetto €5.000. La data di inizio dei lavori si certifica con la CILA, SCIA, permesso di costruire o con l'avvio della pratica al Comune.

Pagamento tracciato

Il pagamento deve essere tracciato con uno dei seguenti strumenti:

  • Bonifico parlante con causale specifica e codice fiscale del beneficiario;
  • Bancomat / carta di credito intestati al beneficiario;
  • Assegno bancario o postale;
  • Bonifico bancario / postale ordinario (con conservazione della ricevuta).

Il contante è escluso: anche per importi inferiori a €1.000 (limite legale per i pagamenti in contante), il contante non è ammesso ai fini della detrazione fiscale del bonus mobili.

Bonifico parlante: la causale

💳 Esempio di causale

Acquisto mobili e/o grandi elettrodomestici ai sensi dell'art. 16, comma 2, D.L. 63/2013 - Beneficiario: [Cognome Nome] CF [codice fiscale beneficiario]

Il bonifico va indirizzato al fornitore (negozio) con i dati di destinazione completi (P.IVA o CF del destinatario). Le banche e le poste hanno modulistica predisposta per il "bonifico per ristrutturazioni e bonus mobili" che applica automaticamente la causale corretta.

Rate annuali e capienza IRPEF

La detrazione si applica in 10 rate annuali di pari importo. Per una spesa di €5.000 con detrazione 50% = €2.500, le rate sono di €250 all'anno per 10 anni.

La detrazione è "non rimborsabile": se in un anno l'IRPEF lorda è inferiore alla detrazione spettante (es. perché hai IRPEF azzerata da altre detrazioni), la differenza si perde. Non si riporta agli anni successivi e non si recupera. È un punto critico per chi ha redditi bassi.

Documentazione da conservare

  • Ricevuta del bonifico parlante con causale completa;
  • Fattura del fornitore con descrizione dei prodotti acquistati e classe energetica (per gli elettrodomestici);
  • Per gli elettrodomestici: scheda tecnica con classe energetica;
  • Documenti della ristrutturazione (CILA/SCIA/permesso, fatture lavori, prima rata bonifico ristrutturazione);
  • Eventuale autorizzazione del proprietario per i locatari che fruiscono del bonus per immobili in affitto.

Conservazione: 10 anni dall'ultima rata detratta, in pratica 11-12 anni dall'acquisto.

Errori che fanno perdere il bonus

⚠️ I cinque errori più comuni
  1. Acquisto prima dell'inizio della ristrutturazione: i mobili comprati prima dell'avvio dei lavori non rientrano nel bonus.
  2. Bonifico senza causale: bonifico ordinario senza causale specifica = nessuna detrazione.
  3. Pagamento in contanti: non ammesso, anche per piccoli importi.
  4. Acquisto di prodotti non rientranti: tendaggi, sanitari, porte interne — il negozio talvolta li include in "mobili" ma non sono detraibili.
  5. Mobili usati o ricondizionati: solo nuovi sono ammessi; l'usato non è detraibile.

Riepilogo operativo

Il bonus mobili 2026 vale per acquisti tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026, in collegamento con una ristrutturazione iniziata dal 1° gennaio 2025 in poi. Il tetto è €5.000 per unità ristrutturata. Per famiglie con redditi normali (IRPEF capiente di €1.500-2.500 annui), il bonus è pienamente recuperabile in 10 anni. Per redditi bassi, può convenire pianificare gli acquisti in modo da ottimizzare la capienza fiscale.

❓ Domande Frequenti

No. Basta che la ristrutturazione sia iniziata dopo il 1° gennaio dell'anno precedente all'acquisto dei mobili. Esempio: per acquistare mobili nel 2026 con il bonus, la ristrutturazione deve essere iniziata dopo il 1° gennaio 2025. Anche lavori ancora in corso vanno bene: l'importante è che ci sia almeno una pratica edilizia (CILA, SCIA, permesso di costruire) che certifica l'inizio dei lavori.

Gli interventi che rientrano nel bonus ristrutturazione 50% (art. 16-bis TUIR): manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, opere su parti condominiali, ricostruzione di edifici. Non bastano manutenzioni ordinarie (tinteggiatura, sostituzione sanitari semplice). Per le parti condominiali (atrio, corti, tetto, facciate) il proprietario può detrarre il bonus mobili solo per arredare le proprie pertinenze interne.

Esempio numerico: spesa €4.500 per cucina + frigorifero classe A + lavatrice classe A. Detrazione 50% = €2.250. Recupero in 10 anni: €225 all'anno per 10 anni. Per chi ha IRPEF alta (e quindi capienza), recupera l'intero importo nel decennio. Per chi ha IRPEF zero o bassa, parte della detrazione si perde ogni anno (la detrazione è "non rimborsabile").

Sì, fino al tetto di €5.000 annui per immobile. Le spese si cumulano: cucina IKEA €2.000, divano Mondo Convenienza €1.500, materasso online €700, lavatrice MediaWorld €600 → totale €4.800, dentro il tetto. La detrazione 50% si calcola sull'intero importo. Se nel corso dell'anno superi i €5.000, l'eccedenza non è detraibile (e non si "spalma" all'anno successivo).

Sì, è il bonifico parlante. La causale tipo: "Acquisto mobili e/o grandi elettrodomestici per arredare immobile oggetto di ristrutturazione, ai sensi dell'art. 16, c. 2 D.L. 63/2013". Devi indicare anche il codice fiscale del beneficiario (chi detrae) e la partita IVA o codice fiscale del destinatario del bonifico (negozio o fornitore). Senza causale corretta, il bonifico non è valido per la detrazione e l'Agenzia rettifica.

Sì, il bonus mobili si applica a qualsiasi unità immobiliare oggetto di ristrutturazione, indipendentemente dalla destinazione (prima casa, seconda casa, immobile in affitto, ecc.). Il tetto di €5.000 è per ciascuna unità immobiliare: se ristrutturi due appartamenti, hai due tetti separati. Importante: il beneficiario della detrazione deve essere il proprietario o il titolare di un diritto reale (usufruttuario) o il locatario con assenso scritto del proprietario.

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⚠️ Disclaimer

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità puramente informative e divulgative. Non costituiscono consulenza legale, fiscale o professionale. Per situazioni specifiche si consiglia di rivolgersi a un consulente del lavoro, un commercialista o un avvocato specializzato in diritto del lavoro. Nonostante il massimo impegno nell'aggiornamento dei contenuti, le normative possono variare: verifica sempre le fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate, Gazzetta Ufficiale).