Detrazione Figli a Carico 2026: Regole, Importi e Coordinamento con AUU

Aggiornato: 08 May 2026 4 min di lettura

Punti Chiave di Questa Guida

  • Dal 1° marzo 2022 l'Assegno Unico e Universale (AUU) ha sostituito le detrazioni IRPEF per i figli minorenni e per i figli maggiorenni fino al 21° anno: per loro non c'è più detrazione, ma l'AUU diretto sull'IBAN della famiglia
  • Per i figli con almeno 21 anni d'età, fiscalmente a carico (reddito proprio non superiore a €4.000 fino ai 24 anni, €2.840,51 dopo), resta la detrazione IRPEF: importo €950 annui base, decrescente con il reddito
  • Il limite di reddito per essere considerato "a carico" è stato innalzato a €4.000 dal 2019 per i figli sotto i 24 anni (DL 4/2019), mentre per i figli sopra i 24 resta €2.840,51 (limite storico)
  • I genitori si dividono la detrazione al 50% ciascuno per ogni figlio a carico; possono accordarsi diversamente (100% al genitore con aliquota più alta), ma serve dichiarazione esplicita nel 730/Redditi PF
  • L'AUU non concorre alla formazione del reddito complessivo IRPEF e non si dichiara: è gestito direttamente dall'INPS che lo eroga su IBAN del genitore designato (con l'altro che riceve la metà se richiesto)
  • Per il computo del "fiscalmente a carico" si guarda il reddito del figlio (non del genitore): redditi da lavoro, da capitale, fondiari concorrono. La pensione di reversibilità non rientra nel computo del reddito a carico
In due righe

Dal 1° marzo 2022 i figli minorenni e sotto i 21 anni non danno più diritto a detrazione IRPEF: rientrano nell'Assegno Unico Universale. La detrazione IRPEF resta solo per i figli over 21 fiscalmente a carico: importo €950 base, decrescente con il reddito. La ripartizione standard è 50% per ciascun genitore, modificabile per accordo.

La riforma del 2022: dall'AUU al "doppio binario"

L'introduzione dell'Assegno Unico e Universale con il D.Lgs. 230/2021 (in attuazione della L. 46/2021) ha riscritto la fiscalità dei figli. Dal 1° marzo 2022:

  • I figli sotto i 21 anni sono usciti dalle detrazioni IRPEF e sono entrati nell'AUU: erogazione mensile diretta dall'INPS sull'IBAN della famiglia, importo modulato in base all'ISEE;
  • I figli sopra i 21 anni fiscalmente a carico restano nelle detrazioni IRPEF tradizionali (art. 12 TUIR), come "altri familiari a carico";
  • Le detrazioni per coniuge a carico sono invariate, indipendentemente dalla riforma sull'AUU.

L'Assegno Unico Universale (per i sotto 21)

L'AUU è erogato dall'INPS in funzione del nucleo familiare e dell'ISEE. Importi 2026:

  • Importo massimo: €199,40 al mese per figlio per ISEE basso (sotto €17.090);
  • Importo minimo: €57 al mese per figlio per ISEE oltre €45.575 o senza ISEE;
  • Maggiorazioni: per figli disabili (€115-€119 in più), nuclei numerosi (3+ figli +€100), madri sotto i 21 anni (+€20), ulteriori €30 per il 2° figlio in caso di redditi entrambi da lavoro;
  • Per i figli tra 18 e 21 anni: importo dimezzato circa.

L'AUU si chiede una sola volta tramite portale INPS o patronato. Si rinnova annualmente con dichiarazione ISEE aggiornata. Non concorre alla formazione del reddito IRPEF e non si dichiara nel 730.

La detrazione per figli over 21

Per i figli con 21 anni compiuti e fiscalmente a carico, l'art. 12 TUIR prevede una detrazione IRPEF specifica:

Reddito complessivo del genitoreDetrazione annua per figlio
Fino a €15.000€950 (base)
€15.001 - €40.000€950 × (95.000 − reddito) / 80.000
€40.001 - €80.000€950 × (95.000 − reddito) / 80.000 (decrescente)
Oltre €95.000€0

Esempio: genitore con reddito €30.000, un figlio a carico over 21 → detrazione = €950 × (95.000 − 30.000) / 80.000 = €950 × 0,8125 = €771,87 annui. Spalmati su 12 mesi: circa €64 al mese di IRPEF in meno.

Maggiorazione per primo figlio

Per il primo figlio a carico la detrazione è aumentata di €820 per il primo figlio in caso di unico genitore. Per coppia coniugata, la detrazione base è €950 + l'eventuale ulteriore detrazione di €1.200 per famiglie con almeno 4 figli a carico (art. 12 c. 1-bis TUIR).

Quando si è "fiscalmente a carico"

Un figlio è fiscalmente a carico se il suo reddito complessivo annuo non supera:

  • €4.000 per figli fino al 24° anno d'età compiuto (limite alzato dal DL 4/2019);
  • €2.840,51 per figli con almeno 24 anni compiuti.

Il computo del reddito del figlio include:

  • Redditi da lavoro dipendente, autonomo, parasubordinato;
  • Redditi da capitale (interessi, dividendi);
  • Redditi fondiari (affitti);
  • Redditi di lavoro occasionale;
  • Borse di studio non esenti.

Esclusi dal computo:

  • Pensione di reversibilità del padre/madre;
  • Redditi soggetti a tassazione separata (es. arretrati);
  • Borse di studio Erasmus o equivalenti europee;
  • Redditi esenti per legge.

La ripartizione tra i genitori

Nella coppia coniugata o convivente di fatto la regola di default è il 50%-50%. Per modificarla:

  1. Compilando il quadro G del 730 (o equivalente del Redditi PF) con la percentuale scelta (100, 70, 50, 30, 0);
  2. L'altro coniuge deve indicare la percentuale complementare (se uno mette 100, l'altro mette 0);
  3. Si può scegliere la ripartizione per ogni figlio separatamente: figlio 1 al 100% al padre, figlio 2 al 100% alla madre, ecc.

Strategia tipica: il genitore con reddito più alto detrae il 100% perché ha aliquota IRPEF maggiore e quindi maggior beneficio dalla detrazione. Esempio: padre €40.000 (aliquota effettiva ~30%), madre €18.000 (aliquota ~23%). Detrazione di €800: vale €240 per padre, €184 per madre. Conviene farla detrarre interamente al padre.

Casi particolari

Genitori separati

  • Affidamento condiviso: detrazione 50/50 di default, modificabile;
  • Affidamento esclusivo: 100% al genitore affidatario, salvo accordo diverso;
  • Affidamento "super-esclusivo" per uno dei genitori dichiarato non idoneo: 100% all'idoneo, senza possibilità di accordo.

Figlio rimasto orfano

Se uno dei due genitori muore, il figlio è interamente a carico del genitore superstite, con detrazione 100%. Vale anche per i figli nati da unioni di fatto in cui un genitore non è più presente.

Figli adottivi

I figli adottivi (anche internazionali) sono parificati ai biologici per tutti gli effetti fiscali. Per gli affidatari, la detrazione spetta in proporzione ai mesi di affido.

Errori frequenti

Cosa va in errore
  • Dimenticare il limite di reddito del figlio: a 22 anni il limite scende a €4.000, a 24 a €2.840,51.
  • Detrazione cumulata con AUU: per figli sotto i 21 NO detrazione. Solo AUU.
  • Doppia detrazione: se entrambi i coniugi indicano 100% (errore tecnico), l'Agenzia rettifica e applica solo il 50%.
  • Studenti in Erasmus: la borsa Erasmus non concorre al reddito a carico (esclusione specifica).
  • Pensione reversibilità: non concorre al reddito del figlio per il "carico fiscale".

Riepilogo operativo

Il sistema "AUU sotto i 21 + detrazione sopra i 21" rappresenta un compromesso politico tra l'esigenza di sostegno alla natalità (AUU universale) e la conservazione delle agevolazioni storiche (detrazione studenti universitari). Per le famiglie con figli sopra i 21 anni in università, il combinato di detrazione figli (€950) + detrazione affitto fuori sede (19% di €2.633) può valere fino a €1.450 annui di IRPEF in meno per ciascun figlio a carico — un beneficio significativo che conviene presidiare con attenzione documentale.

Domande Frequenti

No, dal 2022 i figli fino a 21 anni rientrano nell'Assegno Unico Universale (AUU) e non più nelle detrazioni IRPEF. La famiglia riceve mensilmente l'AUU sull'IBAN del genitore designato. La detrazione IRPEF per figli torna solo dal compimento del 21° anno, sempre che il figlio sia fiscalmente a carico.

Sì, fino al 24° anno il limite di reddito per essere "fiscalmente a carico" è di €4.000. Tuo figlio sta sotto, quindi è a carico. Hai diritto alla detrazione IRPEF per i figli over 21 (importo base €950, decrescente con il reddito complessivo del genitore). Conserva documentazione del reddito del figlio (CUD/CU del lavoratore parasubordinato).

No. Sopra i 24 anni il limite è €2.840,51. Il reddito da affitto di €3.000 supera la soglia, quindi il figlio non è più fiscalmente a carico. Perdi la detrazione IRPEF per lui. Importante: il limite si calcola sui redditi complessivi del figlio, prima delle detrazioni. Il figlio dovrà compilare il proprio 730 sulla cedolare secca o reddito ordinario per gli affitti.

La regola standard è il 50% a ciascun genitore. Al momento della compilazione del 730/Redditi, ogni genitore indica il figlio a carico con percentuale 50%. Le coppie possono accordarsi per diversa ripartizione (100/0, 70/30, ecc.) per massimizzare il beneficio fiscale: tipicamente il genitore con reddito più alto detrae il 100% (perché ha aliquota IRPEF maggiore e sfrutta meglio la detrazione). L'opzione si esercita compilando "100" o "0" nelle apposite caselle del quadro G.

In caso di separazione con affidamento condiviso: la detrazione resta divisa al 50% tra i genitori (regola di default). Se il giudice ha disposto l'affidamento esclusivo a uno dei due, la detrazione spetta al genitore affidatario al 100%. In caso di accordo tra i genitori, si può modificare la ripartizione, ma serve coerenza tra i due 730: se uno indica 100%, l'altro deve indicare 0%.

Sì, se è fiscalmente a carico (sotto le soglie di reddito). Per gli universitari fuori sede esiste anche un'ulteriore detrazione sull'affitto del figlio (art. 16 c. 1-quinquies TUIR): 19% sui canoni fino a €2.633 annui, distanza minima 100 km dalla residenza familiare. Si cumula con la detrazione "figli a carico" sui €950: sono due benefici separati.

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Disclaimer

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità puramente informative e divulgative. Non costituiscono consulenza legale, fiscale o professionale. Per situazioni specifiche si consiglia di rivolgersi a un consulente del lavoro, un commercialista o un avvocato specializzato in diritto del lavoro. Nonostante il massimo impegno nell'aggiornamento dei contenuti, le normative possono variare: verifica sempre le fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate, Gazzetta Ufficiale).