Cuneo Fiscale 2026: Bonus IRPEF, Ulteriore Detrazione e IRPEF al 33%

📅 Aggiornato: 22 May 2026 ⏱️ 11 min di lettura 📊 1,375 parole

🎯 Punti Chiave di Questa Guida

  • Dal 2025 il taglio del cuneo non è più un esonero contributivo (come dal 2022 al 2024) ma una doppia misura fiscale: Bonus IRPEF + ulteriore detrazione, introdotti dalla L. 207/2024 e confermati strutturali dalla L. 199/2025
  • Bonus IRPEF (art. 1 c. 4 L. 207/2024): somma esente da imposta per redditi fino a 20.000 €, calcolata come 7,1% del reddito fino a 8.500 €, 5,3% tra 8.500 e 15.000 €, 4,8% tra 15.000 e 20.000 €
  • Ulteriore detrazione (art. 1 c. 6 L. 207/2024): 1.000 € l'anno per redditi tra 20.000 e 32.000 €, decrescente fino ad azzerarsi a 40.000 €
  • La Legge di Bilancio 2026 ha ridotto la seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% per lo scaglione 28.000-50.000 €, con un risparmio fino a 440 € l'anno per redditi compresi in quella fascia
  • Le due misure sono cumulabili con le altre detrazioni IRPEF (lavoro dipendente, familiari, mutuo) e con il Bonus Mamme. Si applicano automaticamente in busta paga dal datore di lavoro senza domanda del lavoratore
  • A differenza dell'esonero contributivo pre-2025, queste misure non impattano i contributi previdenziali: la pensione futura è calcolata sui contributi pieni e non ci sono "buchi" da compensare con la fiscalità generale
📌 Cuneo fiscale 2026 in tre numeri
  • Bonus IRPEF esente per redditi fino a 20.000 € (massimo circa 1.250 € l'anno);
  • Ulteriore detrazione di 1.000 € l'anno per redditi tra 20.000 e 32.000 €, decrescente fino a 40.000 €;
  • Aliquota IRPEF al 33% per lo scaglione 28.000-50.000 € (era 35% fino al 2025).

Le misure si applicano automaticamente in busta paga dal datore di lavoro, senza domanda del lavoratore. La copertura previdenziale è piena: i contributi INPS restano al 9,19% standard.

Cos'è davvero il cuneo fiscale

Il termine "cuneo fiscale" indica la differenza tra il costo lordo del lavoro sostenuto dal datore e il netto in busta paga percepito dal lavoratore. È composto da:

  • Contributi previdenziali e assistenziali a carico del datore (circa 30% dello stipendio lordo);
  • Contributi previdenziali a carico del lavoratore (9,19% standard);
  • IRPEF dovuta dal lavoratore secondo gli scaglioni;
  • Addizionali regionale e comunale all'IRPEF;
  • Accantonamento TFR (1/13,5 della retribuzione annua);
  • Altri oneri (assicurazione INAIL, contributi solidarietà, fondi sanitari integrativi).

Per un lavoratore con stipendio lordo annuo di 25.000 €, il costo aziendale arriva a circa 33.500-34.000 €, mentre il netto in busta è di circa 19.500 €. Il cuneo, di circa 14.500 €, rappresenta oltre il 40% del costo del lavoro. Per ridurre questa differenza, dal 2022 sono stati introdotti diversi interventi che hanno modificato sia la struttura sia il funzionamento del taglio.

Il cambio di rotta del 2025

Dal 2022 al 2024 il "taglio del cuneo fiscale" è stato un esonero contributivo: la quota INPS del 9,19% a carico del lavoratore veniva ridotta del 6-7% in funzione del reddito. Il lavoratore vedeva il beneficio direttamente come riduzione della trattenuta contributiva in busta paga.

La L. 207/2024 (Bilancio 2025) ha cambiato approccio: dal 1° gennaio 2025 il taglio del cuneo si è trasformato in una misura fiscale, basata su due strumenti distinti per due fasce di reddito. La L. 199/2025 (Bilancio 2026) ha confermato l'impianto rendendolo strutturale (non più sperimentale anno per anno).

Reddito annuoVecchio regime (2022-2024)Nuovo regime (2025-2026 e oltre)
Fino a 8.500 €Esonero contributivo 7%Bonus IRPEF esente 7,1% del reddito
8.500 - 15.000 €Esonero contributivo 7%Bonus IRPEF esente 5,3%
15.000 - 20.000 €Esonero 6%Bonus IRPEF esente 4,8%
20.000 - 32.000 €Esonero 5-6%Ulteriore detrazione fissa 1.000 €/anno
32.000 - 40.000 €Esonero 5%Ulteriore detrazione decrescente
Oltre 40.000 €Nessun beneficioNessun beneficio (ma IRPEF 33% su 28-50k)

Il cambio è strutturalmente importante: dal 2025 l'intervento non altera i contributi previdenziali, che restano sul 9,19% standard. Cambia il modo in cui il lavoratore percepisce il beneficio: prima era riduzione di trattenuta contributiva, oggi è bonus fiscale esente o detrazione d'imposta. L'effetto netto in busta paga è comparabile, ma l'impostazione tecnica è completamente diversa.

Il Bonus IRPEF: come funziona per redditi sotto i 20.000 €

Il Bonus IRPEF, introdotto dall'art. 1 c. 4 della L. 207/2024, è una somma esente da imposta che il datore di lavoro versa in busta paga, calcolata come percentuale del reddito da lavoro dipendente:

Scaglione di reddito da lavoroPercentuale di Bonus IRPEF
Fino a 8.500 €7,1%
Da 8.501 a 15.000 €5,3%
Da 15.001 a 20.000 €4,8%

La formula è progressiva: ogni scaglione si applica alla porzione di reddito che vi rientra. Esempio per RAL 17.000 €:

  • Primo scaglione: 8.500 × 7,1% = 603,50 €
  • Secondo scaglione: (15.000 − 8.500) × 5,3% = 6.500 × 5,3% = 344,50 €
  • Terzo scaglione: (17.000 − 15.000) × 4,8% = 2.000 × 4,8% = 96,00 €
  • Totale Bonus IRPEF: 1.044 € l'anno → circa 80 € al mese netti

Caratteristiche chiave del bonus:

  • È esente da IRPEF, da addizionali regionali e comunali, e da contributi previdenziali;
  • Non concorre al reddito complessivo ai fini delle altre detrazioni (per familiari, mutuo, ecc.) né al calcolo dell'ISEE;
  • È erogato in busta paga ogni mese, in proporzione al reddito mensile;
  • Compare in busta con voce tipo "Bonus Art. 1 c. 4 L. 207/24" o "Bonus IRPEF L. 207/24".

L'ulteriore detrazione: come funziona per redditi 20.000-40.000 €

Per redditi tra 20.001 e 40.000 € si applica l'ulteriore detrazione fiscale introdotta dall'art. 1 c. 6 della L. 207/2024:

Scaglione di redditoUlteriore detrazione annua
20.001 - 32.000 €1.000 € (fissa)
32.001 - 40.000 €1.000 × (40.000 − reddito) / 8.000 (decrescente)
Oltre 40.000 €0 €

La detrazione si somma a quella ordinaria per lavoro dipendente e si sottrae direttamente dall'IRPEF dovuta. Esempi:

  • Reddito 25.000 €: ulteriore detrazione 1.000 € (pieno);
  • Reddito 32.000 €: ulteriore detrazione 1.000 € (limite massimo);
  • Reddito 36.000 €: ulteriore detrazione 1.000 × (40.000 − 36.000) / 8.000 = 500 €;
  • Reddito 39.000 €: ulteriore detrazione 1.000 × (40.000 − 39.000) / 8.000 = 125 €;
  • Reddito 40.000 €: ulteriore detrazione 0 €.

Compare in busta paga come voce tipo "Ulteriore Detrazione Art. 1 c. 6 L. 207/24" o "Detrazione cuneo fiscale".

Le aliquote IRPEF 2026

Oltre alle misure specifiche per il cuneo, la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha modificato uno degli scaglioni IRPEF storici:

ScaglioneAliquota 2024-2025Aliquota 2026
Fino a 28.000 €23%23% (invariata)
28.001 - 50.000 €35%33% (ridotta di 2 punti)
Oltre 50.000 €43%43% (invariata)

La riduzione del 35% al 33% comporta un risparmio massimo annuo di 440 € per chi ha redditi compresi nello scaglione (22.000 € di base imponibile per 2% di differenza). Per redditi superiori a 200.000 € la riduzione è "sterilizzata" tramite un meccanismo di neutralizzazione, per concentrare il beneficio sui redditi medi.

La riduzione è cumulabile con il Bonus IRPEF e con l'ulteriore detrazione: per un dipendente con RAL 30.000 €, il risparmio cumulato 2026 vs 2024 è di circa 1.040 € l'anno (1.000 € di ulteriore detrazione + 40 € di IRPEF risparmiata sulla quota oltre i 28.000 €).

Esempi pratici di applicazione

Operaia con 18.000 € RAL

🧮 Caso: Anna, operaia con RAL 18.000 €
  • Stipendio lordo mensile (su 13 mensilità): 18.000 / 13 = 1.385 €
  • Contributi standard: 9,19% × 1.385 = 127,30 € (non c'è più riduzione: ricordare che il taglio cuneo dal 2025 non agisce sui contributi)
  • Imponibile fiscale mensile: 1.385 − 127,30 = 1.257,70 €
  • IRPEF lorda (aliquota 23%): 289,30 €
  • Detrazione lavoro dipendente (~1.955 € annui / 13): ~150 €/mese
  • IRPEF netta: 289,30 − 150 = ~139 €
  • Bonus IRPEF esente (calcolato sull'annuo): circa 1.092 € l'anno → ~84 €/mese
  • Netto mensile: 1.257,70 − 139 + 84 = 1.202,70 €

Rispetto al regime pre-2022 (senza alcun cuneo), Anna riceve circa 84 € in più al mese, pari a 1.092 € l'anno.

Impiegato con 30.000 € RAL

🧮 Caso: Marco, impiegato con RAL 30.000 €
  • Stipendio lordo mensile: 30.000 / 13 = 2.308 €
  • Contributi standard: 9,19% × 2.308 = 212,10 €
  • Imponibile fiscale mensile: 2.308 − 212,10 = 2.095,90 €
  • IRPEF lorda con scaglioni 23%/33%: 28.000 × 23% / 13 + (RAL_annuo − 28.000) × 33% / 13 ≈ 495 + 51 = 546 €/mese
  • Detrazione lavoro dipendente mensile: ~110 €
  • Ulteriore detrazione cuneo: 1.000 / 12 = ~83 €/mese
  • IRPEF netta: 546 − 110 − 83 = ~353 €
  • Netto mensile: 2.095,90 − 353 = 1.742,90 €

Rispetto al regime pre-2022, Marco riceve circa 110 € in più al mese (di cui 83 € di ulteriore detrazione e 27 € di risparmio IRPEF), pari a 1.300 € l'anno.

Welfare aziendale e premi di produttività 2026

Sulle due misure principali si innestano altri due meccanismi di efficienza fiscale che convivono nel 2026:

Welfare aziendale

I beni e servizi erogati dal datore in regime di welfare aziendale (asilo nido, mensa, polizza sanitaria integrativa, contributo trasporti, voucher conciliazione vita-lavoro) sono esenti da imposte e contributi entro il limite di 1.000 € annui (innalzato a 2.000 € per lavoratori con figli a carico per il 2026 — confermato dalla L. 199/2025). Si tratta di un'agevolazione cumulabile con il taglio del cuneo, particolarmente vantaggiosa per famiglie con figli.

Premi di produttività

I premi di produttività erogati in base ad accordi sindacali aziendali, fino a 5.000 € annui, sono soggetti a imposta sostitutiva ridotta all'1% per il 2026 (era 5% nel 2024-2025). La misura si applica a lavoratori con reddito sotto 80.000 €. È particolarmente vantaggiosa per redditi medi-alti che pagherebbero IRPEF al 33-43%: convertire 2.000 € di stipendio in premio di produttività significa pagare 20 € di sostitutiva invece di 660-860 € di IRPEF ordinaria.

Lavoro notturno e festivo per redditi sotto 40.000 €

Una novità della Legge di Bilancio 2026: per i lavoratori con reddito sotto 40.000 €, le maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo e a turni sono soggette a un'imposta sostitutiva del 15% anziché alla normale IRPEF. Un infermiere o un dipendente del settore turistico-alberghiero con maggiorazioni 200 € al mese risparmia circa 16-20 € al mese (da 35% a 15%) → 200-240 € l'anno.

Errori operativi da verificare in busta paga

⚠️ Cosa controllare ogni mese
  • Voce Bonus IRPEF (per redditi sotto 20.000 €): cerca "Bonus Art. 1 c. 4 L. 207/24" o "Bonus IRPEF" con importo coerente alla tua RAL;
  • Voce Ulteriore detrazione (per redditi 20.000-40.000 €): cerca "Ulteriore Detrazione Art. 1 c. 6" o "Detrazione cuneo" con importo coerente (1.000/12 = 83,33 € per redditi 20-32k);
  • Imponibile contributivo INPS: deve essere quello standard (il bonus IRPEF non riduce i contributi);
  • Detrazione lavoro dipendente ordinaria: deve essere applicata in aggiunta all'ulteriore detrazione, non al posto;
  • Aliquota IRPEF sulla quota di reddito sopra 28.000 €: deve essere il 33%, non più il 35%.

Se trovi anomalie, comunicale all'ufficio paghe del tuo datore. Per discrepanze rilevanti puoi contestare formalmente entro il termine della Certificazione Unica (entro fine febbraio dell'anno successivo), con possibilità di conguaglio nel 730 o nel Modello Redditi.

Cosa cambia in concreto per il lavoratore

Il passaggio dal regime esonero contributivo (2022-2024) al regime bonus IRPEF + ulteriore detrazione (2025 in poi) ha tre conseguenze pratiche da conoscere:

  1. Pensione futura non più "a rischio teorico": nel vecchio regime i contributi venivano effettivamente ridotti e lo Stato compensava con la fiscalità generale, generando un dibattito sulla sostenibilità. Dal 2025 i contributi sono pieni: nessun "buco" da coprire;
  2. Bonus IRPEF non concorre alle altre detrazioni: chi è sotto i 20.000 € percepisce il bonus come "soldi in più" senza che questo influisca su detrazioni per familiari a carico, mutuo o ISEE. Vantaggio per famiglie con figli;
  3. Ulteriore detrazione cumulabile: chi sta tra 20.000 e 40.000 € si aggiunge 1.000 € l'anno alle detrazioni ordinarie. Per chi è verso i 40.000 €, può fare la differenza tra IRPEF positiva e zero IRPEF in alcuni mesi.

Per il lavoratore l'unica accortezza è verificare la Certificazione Unica ogni anno per controllare la correttezza del cuneo applicato. Errori del datore, ancorché rari, sono recuperabili con il 730 o tramite l'F24 nei mesi successivi. Conviene anche tenere d'occhio le circolari INPS e Agenzia delle Entrate (in particolare la circolare AdE n. 4/E del 16 maggio 2025 sulle istruzioni operative del nuovo regime).

❓ Domande Frequenti

È la differenza percentuale tra il costo lordo del lavoro per l'azienda (RAL + contributi datoriali + accantonamento TFR + altri oneri) e il netto effettivo percepito dal lavoratore in busta paga. In Italia il cuneo è storicamente alto: per uno stipendio lordo annuo di 30.000 €, il costo aziendale è circa 40.000 € e il netto in busta circa 22.000 €. Il cuneo è quindi 18.000 €, pari a circa il 45% del costo del lavoro.

Dal 2025 il taglio del cuneo non agisce più sui contributi previdenziali (la quota del 9,19% INPS resta invariata) ma sull'IRPEF e sul reddito imponibile. Funziona come una doppia misura fiscale: per redditi fino a 20.000 € c'è un Bonus IRPEF (una somma esente versata in busta paga, che non concorre al reddito imponibile); per redditi tra 20.000 e 40.000 € c'è un'ulteriore detrazione fino a 1.000 € l'anno. È una struttura diversa dagli anni 2022-2024 quando era un esonero diretto sui contributi.

Il Bonus IRPEF è calcolato in percentuale sul reddito da lavoro dipendente, secondo tre scaglioni: 7,1% della parte fino a 8.500 €, 5,3% tra 8.500 e 15.000 €, 4,8% tra 15.000 e 20.000 €. Esempio per reddito 18.000 €: 8.500 × 7,1% + 6.500 × 5,3% + 3.000 × 4,8% = 603,50 + 344,50 + 144 = 1.092 € l'anno, circa 84 € al mese netti esenti da IRPEF.

Cambia regime: a 19.000 € rientri nel Bonus IRPEF (somma esente di circa 1.080 € l'anno), a 21.000 € passi all'ulteriore detrazione di 1.000 € l'anno. Il vantaggio netto è simile (1.000-1.100 €), ma la modalità è diversa: il Bonus IRPEF è una somma in più non tassata (vedi voce in busta come "Bonus L. 207/24"); l'ulteriore detrazione riduce l'imposta dovuta (visibile come voce di detrazione mensile in busta). Non c'è uno "scalino" punitivo passando da 20.000 a 20.001 €: il legislatore ha calibrato le due misure per essere continue.

Sopra i 40.000 € nessun beneficio dal cuneo: né bonus né ulteriore detrazione. Il vantaggio fiscale del 2026 è la riduzione dell'aliquota IRPEF dal 35% al 33% sullo scaglione 28.000-50.000 € — un risparmio fino a 440 € l'anno (su 50.000 € di reddito: 22.000 × 2% = 440 € risparmiati). Per chi è già nella fascia alta (sopra 200.000 €) la riduzione è "sterilizzata": l'aliquota effettiva resta come quella pre-riforma. Sotto i 40.000 €, la riduzione IRPEF si cumula con il bonus o l'ulteriore detrazione.

No: il bonus e l'ulteriore detrazione sono già applicati dal datore in busta paga e nella Certificazione Unica vengono riportati negli appositi campi. Non c'è alcuna sezione del 730 da compilare specificamente. Se il datore ha sbagliato l'applicazione (errore di calcolo, bonus non applicato pur spettando) il conguaglio si fa nel 730 attraverso il rigo "Differenze di credito". Verifica la CU 2026 (sezione "Dati fiscali", campi 391-393 per il Bonus IRPEF L. 207/24).

Sì, ma con regole tecniche specifiche. Le mensilità aggiuntive (tredicesima, quattordicesima, premi di risultato) concorrono al reddito complessivo annuo che determina lo scaglione di appartenenza. Il bonus IRPEF e l'ulteriore detrazione si calcolano sul totale annuo: il datore effettua un conguaglio finale a dicembre/gennaio per ridistribuire correttamente. Attenzione: se la tredicesima ti fa superare i 20.000 € (o i 40.000 €) potresti perdere parte del beneficio. I premi di produttività in welfare aziendale non rilevano (sono esenti).

Sì, sia il bonus IRPEF che l'ulteriore detrazione si applicano al reddito effettivamente percepito, non alla retribuzione full-time figurativa. Un part-time al 50% con RAL annua di 13.000 € rientra appieno nel Bonus IRPEF: percepirà circa 800-850 € l'anno di bonus esente (8.500 × 7,1% + 4.500 × 5,3%). Per part-time con RAL sotto 8.500 € il bonus si calcola al 7,1% del reddito effettivo, proporzionalmente ridotto.

Dal 2025 nessun effetto: a differenza dell'esonero contributivo pre-2025 (che riduceva la quota INPS del lavoratore del 6-7%), le misure attuali agiscono solo su IRPEF e reddito imponibile fiscale. I contributi previdenziali a carico del lavoratore restano al 9,19% standard e il montante contributivo INPS è pieno. La pensione futura è quindi calcolata sui contributi reali, senza necessità di garanzia o "buco" coperto dalla fiscalità generale come negli anni precedenti.

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⚠️ Disclaimer

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità puramente informative e divulgative. Non costituiscono consulenza legale, fiscale o professionale. Per situazioni specifiche si consiglia di rivolgersi a un consulente del lavoro, un commercialista o un avvocato specializzato in diritto del lavoro. Nonostante il massimo impegno nell'aggiornamento dei contenuti, le normative possono variare: verifica sempre le fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate, Gazzetta Ufficiale).