🎯 Punti Chiave di Questa Guida
- La reversibilità spetta al coniuge superstite con aliquota del 60% della pensione del defunto, che sale all'80% con un figlio e al 100% con due o più figli
- Hanno diritto anche unioni civili, coniuge separato senza addebito, ex coniuge divorziato che percepiva assegno divorzile
- I figli hanno diritto se minorenni, studenti fino a 21 anni (scuole superiori) o 26 anni (università), o inabili al lavoro a qualsiasi età
- Se hai redditi propri oltre 23.532 €/anno l'importo viene ridotto: -25%, -40% o -50% in base alle soglie
- La domanda si presenta entro 10 anni dal decesso; la decorrenza è dal 1° giorno del mese successivo a quello della morte
Cos'è la pensione di reversibilità
La pensione di reversibilità (più formalmente "pensione ai superstiti") è una prestazione previdenziale che l'INPS eroga ai familiari di un lavoratore o di un pensionato deceduto, con lo scopo di assicurare un sostegno economico alla famiglia rimasta priva del proprio sostentamento principale. La materia è regolata dalla L. 335/1995 (Riforma Dini) e successive modifiche.
Si distinguono due tipologie:
- Pensione di reversibilità in senso stretto: spetta ai familiari di un pensionato già titolare di pensione diretta (vecchiaia, anticipata, invalidità);
- Pensione indiretta: spetta ai familiari di un lavoratore non ancora pensionato che aveva maturato almeno 15 anni di contributi (o 5 anni di cui 3 nei 5 anni precedenti il decesso, in alternativa).
I diritti e gli importi sono identici nelle due tipologie: l'unica differenza è il presupposto di partenza (pensionato vs lavoratore attivo). Nel seguito useremo "reversibilità" per indicare entrambi i casi.
Chi ha diritto: l'ordine dei beneficiari
I beneficiari della pensione di reversibilità sono individuati dalla legge in un ordine preciso. Hanno diritto, nell'ordine:
1. Il coniuge (e l'unione civile)
Il coniuge superstite — incluso il partner di un'unione civile ai sensi della L. 76/2016 — è il principale beneficiario. Ha diritto alla reversibilità senza alcun requisito di durata del matrimonio (mentre per le pensioni dirette è richiesto almeno 1 anno di matrimonio per certi casi).
Il coniuge separato conserva il diritto se la separazione non gli è stata addebitata (cioè non è stata pronunciata a suo carico) o se gli è stato riconosciuto un assegno di mantenimento dal tribunale. Il coniuge divorziato ha diritto se: (a) percepiva un assegno divorzile, (b) non si è risposato, (c) il rapporto contributivo del defunto è anteriore alla sentenza di divorzio.
In caso di nuovo matrimonio del defunto dopo il divorzio, la reversibilità si divide tra ex coniuge e nuovo coniuge in proporzione alla durata dei due matrimoni (calcolo "Cassazione 419/2003" — la giurisprudenza ammette anche correzioni in base a esigenze economiche concrete).
2. I figli
I figli (legittimi, naturali riconosciuti, adottivi, affiliati) hanno diritto alla reversibilità purché siano a carico del genitore defunto alla data del decesso e rientrino in una di queste categorie:
- Minorenni: fino al compimento dei 18 anni, senza altre condizioni;
- Studenti di scuola secondaria o professionale: fino al compimento dei 21 anni, purché non lavorino e siano a carico del defunto;
- Studenti universitari: fino al compimento dei 26 anni, per la durata legale del corso di laurea, purché iscritti regolarmente;
- Inabili al lavoro: a qualsiasi età, con inabilità riconosciuta dall'INPS, purché a carico del defunto al momento del decesso.
3. I genitori del defunto
In assenza di coniuge e figli aventi diritto, possono accedere alla reversibilità i genitori del defunto, ma solo se: (a) hanno compiuto 65 anni, (b) non sono titolari di altra pensione, (c) erano a carico del figlio defunto.
4. Fratelli e sorelle inabili
In ultima istanza, in assenza di coniuge, figli e genitori, hanno diritto i fratelli celibi/nubili e le sorelle inabili al lavoro, purché non titolari di pensione e a carico del defunto.
Le aliquote di reversibilità
L'importo della pensione di reversibilità è una percentuale della pensione che il defunto percepiva (o avrebbe percepito), determinata dal numero e dalla tipologia di superstiti. Ecco le aliquote vigenti per il 2026:
| Beneficiari | Aliquota |
|---|---|
| Coniuge solo (senza figli) | 60% |
| Coniuge + 1 figlio | 80% |
| Coniuge + 2 o più figli | 100% |
| 1 figlio solo (senza coniuge) | 70% |
| 2 figli soli | 80% |
| 3 o più figli soli | 100% |
| Genitore solo (senza coniuge/figli) | 15% |
| 2 genitori | 30% |
| Fratello/sorella inabile (senza altri) | 15% |
Mario percepiva 1.800 € lordi di pensione mensile. Alla sua morte resta la moglie Laura, 64 anni, e il figlio Lorenzo, 17 anni. L'aliquota di reversibilità è dell'80% (coniuge + 1 figlio): l'assegno spettante alla famiglia è di 1.440 € mensili, che vengono erogati cumulativamente. Quando Lorenzo compirà 18 anni e non sarà studente, l'aliquota scenderà al 60% e l'assegno diventerà di 1.080 € (se invece Lorenzo prosegue gli studi e rientra nelle categorie viste sopra, l'aliquota resta all'80% finché ha diritto).
Le riduzioni per i redditi del coniuge
Una delle particolarità della pensione di reversibilità è il meccanismo di riduzione in funzione dei redditi propri del coniuge superstite. La logica: se il coniuge ha già redditi consistenti (da lavoro, da altra pensione, da locazioni), la solidarietà sociale alla base della reversibilità si riduce, perché c'è meno bisogno.
Le soglie di riduzione per il 2026 sono ancorate al trattamento minimo INPS moltiplicato per coefficienti specifici. Ecco la tabella delle riduzioni applicabili:
| Reddito proprio annuo | Riduzione |
|---|---|
| Fino a 23.532 € (3× trattamento minimo) | Nessuna riduzione |
| Da 23.532,01 € a 31.376 € (3-4× tratt. min.) | – 25% |
| Da 31.376,01 € a 39.221 € (4-5× tratt. min.) | – 40% |
| Oltre 39.221 € (5×+ tratt. min.) | – 50% |
Importante: la riduzione si applica solo al coniuge superstite, mai ai figli. Inoltre, in caso di nucleo familiare con coniuge + figli minori o studenti, le riduzioni del coniuge sono limitate alla sola quota a lui spettante: la quota dei figli resta integra.
Sono esclusi dal computo dei redditi propri: la casa di abitazione, il trattamento di fine rapporto (TFR), i redditi soggetti a tassazione separata, gli importi del nucleo familiare ANF, le prestazioni assistenziali (esempio: l'indennità di accompagnamento per disabilità).
Un esempio concreto di riduzione
Carla ha 60 anni, è vedova senza figli a carico, percepisce una pensione di reversibilità del 60% sull'assegno del marito (che era di 2.000 € lordi). Reversibilità teorica: 1.200 € lordi mensili. Carla ha però una pensione propria di vecchiaia di 1.500 € (18.000 €/anno) e affitta un appartamento per 900 €/mese (10.800 €/anno). Reddito proprio totale: 28.800 €, che supera la prima soglia (23.532 €) ma è sotto la seconda (31.376 €). Si applica la riduzione del 25%: la reversibilità effettiva sarà 1.200 × 75% = 900 € lordi mensili.
Come fare domanda
La domanda di pensione di reversibilità si presenta esclusivamente in via telematica sul portale INPS con SPID/CIE/CNS, oppure tramite patronato (gratuito). Il termine massimo di presentazione è di 10 anni dalla data del decesso (prescrizione ordinaria), ma è consigliabile non aspettare per evitare prescrizioni delle singole mensilità arretrate.
La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso, indipendentemente da quando si presenta la domanda (salvo prescrizione). I primi pagamenti possono richiedere 2-4 mesi di lavorazione INPS.
Documentazione necessaria:
- Certificato di morte (o autocertificazione);
- Stato di famiglia alla data del decesso e successivo;
- Documenti dei beneficiari (codici fiscali, eventuali sentenze di separazione/divorzio);
- Certificati di studio o invalidità per figli maggiorenni;
- Dichiarazione dei redditi propri del coniuge (per il calcolo delle eventuali riduzioni);
- Coordinate bancarie (IBAN) per l'accredito.
Tassazione della pensione di reversibilità
La pensione di reversibilità è soggetta a tassazione IRPEF ordinaria come qualsiasi altro reddito da pensione: aliquote 23% / 33% / 43% per scaglioni nel 2026, con detrazioni specifiche per pensionati. Si applicano anche le addizionali regionali e comunali.
Per il 2026, dopo la riduzione dell'aliquota del secondo scaglione dal 35% al 33% introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, le pensioni di reversibilità tra 28.000 e 50.000 € annui beneficiano di un risparmio IRPEF di 400-600 €/anno rispetto al 2025.
Ai pensionati spettano detrazioni progressive con il reddito: detrazione massima di 1.955 € per redditi fino a 8.500 € (no tax area), poi decrescente fino ad annullarsi sopra i 50.000 €. Le detrazioni si applicano anche a chi percepisce solo reversibilità senza pensione propria.
Quando cessa il diritto
Il diritto alla pensione di reversibilità si estingue nei seguenti casi:
- Coniuge: in caso di nuove nozze (con liquidazione una tantum di 2 annualità) o di morte del beneficiario;
- Figli: al compimento delle età massime (18, 21, 26 anni) se non più studenti né inabili; in caso di matrimonio (con liquidazione una tantum); in caso di assunzione stabile;
- Genitori: al venir meno dello stato di carico o al raggiungimento di una pensione propria;
- Fratelli/sorelle inabili: alla cessazione dell'inabilità o all'acquisto di una pensione propria.
Al cessare del diritto di un beneficiario, l'aliquota di reversibilità si ricalcola automaticamente: ad esempio, se un figlio compie 18 anni e non è studente, l'aliquota passa dall'80% al 60% per il solo coniuge superstite.
Conclusioni
La pensione di reversibilità è una tutela importante per i familiari del lavoratore o pensionato deceduto, ma le sue regole sono articolate: aliquote variabili, riduzioni per i redditi del coniuge, requisiti differenziati per figli e genitori. La cosa importante da sapere è che il diritto va richiesto attivamente: l'INPS non avvia automaticamente l'erogazione, anche quando ha i dati del decesso.
Per chi sta pianificando la propria pensione, la reversibilità è anche un elemento di valutazione del proprio percorso previdenziale: un assegno più alto significa anche un assegno più alto per il coniuge superstite. Se vuoi simulare la tua pensione futura — e quindi anche la potenziale reversibilità per la tua famiglia — usa il nostro calcolatore di pensione 2026.
Per approfondire altri aspetti della previdenza, leggi la nostra guida completa alla pensione 2026 e la guida al riscatto della laurea, due strumenti chiave per ottimizzare il proprio futuro previdenziale.
❓ Domande Frequenti
Sì, in caso di nuove nozze il coniuge superstite perde la pensione di reversibilità ma riceve una liquidazione una tantum pari a 2 annualità dell'assegno di reversibilità. Per la sola unione civile vale lo stesso meccanismo. Una convivenza di fatto, invece, non fa perdere la reversibilità.
Sì, l'ex coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità a tre condizioni: essere titolare di assegno divorzile (anche minimo), non essersi risposato, e che il rapporto contributivo del de cuius fosse anteriore alla sentenza di divorzio. Se il defunto aveva un nuovo coniuge, la reversibilità si divide tra i due in proporzione alla durata dei matrimoni.
No: i figli mantengono il diritto se sono studenti e a carico del genitore defunto (fino a 21 anni per scuole medie/superiori, fino a 26 anni per l'università) oppure se sono inabili al lavoro a qualsiasi età. L'inabilità deve essere riconosciuta dall'INPS o da commissione medica, e deve sussistere alla data del decesso del genitore.
Se sei figlio maggiorenne e non sei studente né inabile, no. La reversibilità ai figli si interrompe automaticamente al compimento della maggiore età, salvo le eccezioni viste sopra. Anche se sei "a carico" economicamente, senza i requisiti di studio o inabilità non hai diritto. Eventualmente, in casi di particolare disagio economico, puoi richiedere prestazioni assistenziali separate (Assegno di Inclusione, Reddito di Cittadinanza nelle sue evoluzioni).
Sì, ma sono soggette al meccanismo di riduzione per redditi. Se percepisci una pensione propria (di vecchiaia, anticipata, di invalidità), il suo importo concorre al calcolo dei redditi che determinano la riduzione della reversibilità. In pratica, chi ha una pensione propria elevata vede ridotto significativamente l'assegno di reversibilità.
Le unioni civili sono equiparate al matrimonio per la reversibilità (L. 76/2016 "Cirinnà"): la parte dell'unione civile superstite ha gli stessi diritti del coniuge. Le convivenze di fatto registrate, invece, non danno diritto alla pensione di reversibilità INPS, anche se possono dare diritto ad altre tutele patrimoniali.
Conoscere la propria pensione futura è il primo passo per stimare anche l'assegno di reversibilità che spetterebbe ai tuoi familiari.
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