ROL Non Goduti 2026: Scadenza, Pagamento e Come Non Perderli

Aggiornato: 01 April 2026 6 min di lettura

Punti Chiave di Questa Guida

  • I ROL hanno una SCADENZA per la fruizione che varia per CCNL
  • Nel Commercio scadono il 30 giugno dell'anno successivo
  • Nel Metalmeccanico scadono il 31 dicembre dell'anno successivo
  • I ROL scaduti vengono generalmente pagati in busta paga (monetizzazione)
  • Le FERIE invece non possono MAI essere monetizzate durante il rapporto

Cosa Sono i ROL

ROL sta per Riduzione Orario di Lavoro. Sono ore di permesso retribuito che il contratto collettivo riconosce per abbassare l’orario effettivo sotto le 40 ore settimanali, senza toccare la busta paga: invece di ridurre l’orario settimanale, il CCNL accantona un monte ore che usi durante l’anno.

La differenza che conta è questa: i ROL non li prevede la legge, li prevede il contratto collettivo. Le ferie hanno un minimo garantito dall’art. 10 del D.Lgs. 66/2003; i ROL no. Quante ore ti spettano, entro quando vanno usate e cosa succede se non le usi dipende interamente dal CCNL che ti applicano — ed è per questo che una risposta valida per tutti non esiste.

Accanto ai ROL quasi tutti i contratti prevedono le ex festività: sono le festività civili e religiose soppresse dalla L. 54/1977, che non sono più giorni di festa ma restano come permessi retribuiti, di norma 32 ore l’anno. Nelle buste paga compaiono su una riga separata dai ROL, e spesso hanno regole di scadenza diverse: vale la pena guardarle come due monte ore distinti.

I ROL maturano in ratei mensili: se il tuo CCNL ne prevede 72 all’anno, ne maturi 6 ogni mese lavorato. Chi entra in azienda a settembre non ha 72 ore, ne ha 24.

Scadenze ROL per CCNL

Il monte ore cambia parecchio da contratto a contratto. Questi sono i valori dei principali CCNL trattati su questo sito:

CCNLROLEx festivitàTotale indicativo
Alimentare72 ore32 ore104 ore
Gomma-plastica72 ore32 ore104 ore
Tessile-abbigliamento72 ore32 ore104 ore
Chimico-farmaceuticocirca 104 ore complessive104 ore
Commercio56 ore fino a 15 dipendenti, 72 oltre32 ore88-104 ore
Legno-arredamentoROL ed ex festività96-104 ore
MetalmeccanicoPAR: 7 giorni, pari a 64 ore64 ore
Pubblici esercizi32 ore32 ore64 ore

Nel metalmeccanico la voce non si chiama nemmeno ROL: il rinnovo 2025-2028 ha rimodulato i permessi in un pacchetto di PAR (permessi annui retribuiti) di 7 giorni, con la possibilità di destinarne una quota a permessi per imprevisti. Se cerchi «ROL» nella tua busta paga e non lo trovi, è probabilmente questo il motivo.

Sulla scadenza non esiste una regola di legge: la fissa il CCNL, e le formule più diffuse sono due — entro i 12 mesi successivi all’anno di maturazione, oppure entro una data fissa dell’anno seguente, tipicamente il 30 giugno. Alcuni contratti non prevedono affatto una decadenza e lasciano accumulare. Verifica l’articolo del tuo CCNL prima di dare per scontata una delle due: è l’unico dato di questa pagina che non puoi ricavare per analogia.

Come Vengono Pagati i ROL Scaduti

Qui sta la differenza pratica più importante fra ROL e ferie: i ROL si possono monetizzare, cioè pagare in denaro invece che fruire come permesso, anche mentre il rapporto è in corso.

Se il CCNL prevede la decadenza, alla scadenza le ore non godute vengono in genere liquidate in busta paga alla retribuzione oraria in vigore in quel momento. Alcuni contratti prevedono invece che confluiscano in un conto ore, altri che si perdano se il lavoratore non le ha richieste pur potendo: è il caso in cui il datore può dimostrare di aver messo il dipendente in condizione di usarle.

La somma è retribuzione a tutti gli effetti: entra nell’imponibile fiscale e in quello contributivo, quindi su di essa si pagano IRPEF e contributi come su una normale mensilità. Non è un rimborso e non gode di alcuna tassazione agevolata — motivo per cui, a parità di ore, usarle come permesso vale più che incassarle: il permesso te lo godi al lordo, la monetizzazione arriva al netto.

Alla cessazione del rapporto il discorso cambia: tutti i ROL maturati e non goduti vanno liquidati nell’ultima busta paga, senza eccezioni e a prescindere da cosa preveda il CCNL sulla decadenza.

Differenza tra ROL e Ferie

ROL e ferie somigliano solo in busta paga. Sul piano giuridico sono istituti diversi, e le differenze pesano.

FerieROL
FonteLegge (art. 10 D.Lgs. 66/2003) e CCNLSolo CCNL
Minimo garantito4 settimane l’annoNessuno
Termine di fruizione2 settimane nell’anno, le altre 2 entro 18 mesi dalla fine dell’annoStabilito dal CCNL
Monetizzazione in costanza di rapportoVietata sulle 4 settimane di leggeAmmessa
Chi decide quandoIl datore, tenuto conto delle esigenze del lavoratoreDi norma il lavoratore, con preavviso

Il divieto di monetizzare le ferie non è un dettaglio formale: serve a garantire che il riposo venga effettivamente goduto, ed è per questo che vale solo sulle quattro settimane minime di legge. Le ferie eccedenti previste dal contratto seguono invece regole più simili a quelle dei ROL.

Conseguenza pratica per la pianificazione: se devi scegliere cosa smaltire per primo quando entrambi i monte ore sono pieni, guarda le scadenze, non i saldi. Le ferie hanno 18 mesi, molti ROL ne hanno 12.

ROL e Contributi INPS

Le ore di ROL godute come permesso non hanno nulla di particolare: sono retribuite come ore lavorate, con la stessa contribuzione, e non lasciano alcun buco nella posizione previdenziale.

Le ore monetizzate entrano nell’imponibile contributivo del mese in cui vengono pagate, quindi contribuiscono anch’esse al montante pensionistico. Non aumentano però l’anzianità contributiva in settimane: la contribuzione settimanale si accredita in base ai periodi lavorati, non agli importi aggiuntivi.

Se sei in busta paga con una voce di monetizzazione ROL, verifica due cose: che l’importo sia calcolato sulla retribuzione oraria vigente al momento della liquidazione, e non su quella dell’anno di maturazione, e che la somma risulti nell’imponibile previdenziale del cedolino. È un errore che capita, e correggerlo dopo anni è molto più difficile che segnalarlo subito.

Sull’incidenza nel TFR non c’è una risposta unica: la retribuzione utile al TFR comprende in linea di principio tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, ma il CCNL può escludere voci specifiche. È uno dei punti su cui conviene guardare direttamente il testo contrattuale.

Consigli per Non Perdere Ore di Permesso

Trova l’articolo del tuo CCNL sulla scadenza, una volta sola. È l’informazione da cui dipende tutto il resto e cambia da contratto a contratto: cercarla adesso costa dieci minuti, scoprirla a giugno dell’anno dopo costa ore di permesso.

Leggi il residuo in busta paga ogni mese, non a novembre. Il cedolino riporta di solito ROL ed ex festività su righe distinte, con maturato, goduto e residuo. Se le due voci hanno scadenze diverse, smaltisci per prima quella che scade prima.

Chiedi i permessi per iscritto. Se il CCNL prevede che le ore non richieste decadano, la richiesta scritta e respinta è ciò che sposta la responsabilità: le ore che hai chiesto e che l’azienda non ti ha concesso non sono ore che «non hai voluto usare».

Non aspettarti che monetizzare convenga. Su ROL e permessi la liquidazione è tassata come normale retribuzione: a parità di ore, il permesso goduto vale di più del suo equivalente in denaro.

Usa le ore residue nei periodi di chiusura aziendale. Molti contratti permettono al datore di programmare lo smaltimento collettivo dei ROL nei periodi di scarsa attività: se ti viene proposto, spesso è il modo meno doloroso di azzerare il residuo.

Se cambi azienda, controlla l’ultima busta paga. Alla cessazione tutti i ROL maturati e non goduti vanno liquidati: è una delle voci che più spesso manca nel cedolino di chiusura.

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Domande Frequenti

No, generalmente i ROL non goduti entro la scadenza vengono pagati in busta paga (monetizzati). Li ricevi come retribuzione aggiuntiva. Tuttavia, è meglio goderli come permesso per il tuo benessere.

Le ferie sono un diritto irrinunciabile e non possono essere pagate durante il rapporto (solo alla cessazione). I ROL possono scadere ed essere monetizzati. Le ferie non scadono mai nel senso che il datore deve farti godere; i ROL hanno una data oltre la quale vengono convertiti in denaro.

Le ex-festività sono 4 giorni di riposo aggiuntivi che derivano dall'abolizione delle festività civili (es. San Giuseppe, Ascensione) compensate dalla L. 5/3/1977. I ROL (Riduzione Orario Lavoro) sono ore di permesso introdotte da contrattazione collettiva per ridurre l'orario settimanale (es. da 40 a 38 ore). In molti CCNL le due voci sono separate (es. metalmeccanico: 32 ore ex-festività + 100 ore ROL), in altri sono unificate. La scadenza è quasi sempre uguale (24 mesi).

Quasi sempre a ore: i ROL sono pensati proprio per fruizioni frazionate. Esempio: 1 ora per uscita anticipata, 2 ore per visita medica, mezza giornata per impegni personali. Il datore può però imporre una fruizione minima (es. mezza giornata = 4 ore) per evitare frammentazioni eccessive. Verifica il tuo CCNL: alcuni (es. commercio) consentono ROL anche di 30 minuti, altri minimo 2 ore. Le ferie invece sono di norma in giorni interi.

Sì, il datore ha il potere di pianificare i ROL per esigenze produttive, soprattutto se prossimi alla scadenza biennale. Può collocare ROL: 1) durante settimane di chiusura aziendale (es. agosto, dicembre); 2) in giornate di scarsa attività; 3) per evitare straordinari su periodi successivi. Deve però preavvisare il lavoratore con ragionevole anticipo (di norma 15-30 giorni) e tenere conto delle preferenze. Il rifiuto sistematico del lavoratore non è ammesso.

I ROL non sono trasferibili a una nuova azienda. Vanno monetizzati nell'ultima busta paga o utilizzati prima della cessazione. Se al momento delle dimissioni hai ROL residui e il datore rifiuta la fruizione, hai diritto al pagamento sostitutivo in denaro. La monetizzazione è soggetta a IRPEF ordinaria e contribuzione INPS come retribuzione corrente, non come TFR. Conviene quindi pianificare la fruizione prima della cessazione del rapporto.

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Disclaimer

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità puramente informative e divulgative. Non costituiscono consulenza legale, fiscale o professionale. Per situazioni specifiche si consiglia di rivolgersi a un consulente del lavoro, un commercialista o un avvocato specializzato in diritto del lavoro. Nonostante il massimo impegno nell'aggiornamento dei contenuti, le normative possono variare: verifica sempre le fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate, Gazzetta Ufficiale).