Assegno di Maternità del Comune e dello Stato: Requisiti ISEE 2026

📅 Aggiornato: 08 May 2026 ⏱️ 8 min di lettura 📊 609 parole

🎯 Punti Chiave di Questa Guida

  • L'assegno di maternità di base ("del Comune") è disciplinato dall'art. 74 D.Lgs. 151/2001: spetta a madri italiane o straniere regolari residenti, non titolari di trattamento previdenziale, con ISEE basso
  • L'importo 2026 dell'assegno comunale è di circa €390 mensili per 5 mesi (importo aggiornato annualmente con il decreto ISTAT), pari a circa €1.945 totali
  • L'assegno di maternità dello Stato (art. 75 D.Lgs. 151/2001) è destinato a madri con contributi residui insufficienti per la maternità INPS standard: integra la copertura fino ai 5 mesi previsti per legge
  • L'ISEE limite per l'assegno comunale 2026 è circa €19.000 (parametro aggiornato annualmente); per l'assegno dello Stato non è previsto ISEE ma soglie contributive specifiche
  • La domanda dell'assegno comunale si presenta al proprio Comune di residenza entro 6 mesi dalla nascita; quella dello Stato direttamente all'INPS con modulo SR23
  • Entrambi gli assegni non sono cumulabili con la maternità INPS standard, con la maternità delle casse di categoria, né con la NASPI in maternità
📌 In due righe

Per le madri non coperte da maternità INPS dipendenti o di cassa, esistono due assegni assistenziali: assegno del Comune (basato su ISEE) e assegno dello Stato (basato su contribuzione minima). Importi 2026: circa €1.945 totali in entrambi i casi, erogati in unica soluzione.

I due tipi di assegno

TipologiaRiferimentoBeneficiarieRequisito chiave
Assegno del ComuneArt. 74 D.Lgs. 151/2001Madri italiane/UE/extra-UE regolari, casalinghe, disoccupate, lavoratrici irregolariISEE sotto soglia (€19.000 ca. 2026)
Assegno dello StatoArt. 75 D.Lgs. 151/2001Madri con contributi residui insufficienti per maternità INPSAlmeno 3 mesi di contributi nei 18-12 mesi precedenti

Assegno del Comune

Requisiti

  • Cittadinanza italiana, UE, o extra-UE con permesso di soggiorno almeno annuale;
  • Residenza in un Comune italiano al momento della nascita del bambino;
  • Non titolare di trattamento previdenziale di maternità (INPS o cassa);
  • ISEE sotto la soglia stabilita annualmente (per il 2026 circa €19.000);
  • Domanda presentata entro 6 mesi dalla nascita (termine perentorio).

Importo 2026

L'importo è aggiornato annualmente con decreto ministeriale. Per il 2026: circa €390 mensili per 5 mesi, totale €1.945 lordi. L'erogazione è in unica soluzione dopo l'istruttoria.

Procedura

  1. Domanda al Comune di residenza, ufficio Servizi Sociali o Sportello Famiglia;
  2. Allegare: certificato di nascita, ISEE in corso di validità (rilasciato dal CAF), copia documento d'identità, copia permesso di soggiorno (per extra-UE), IBAN;
  3. Il Comune verifica i requisiti e trasmette la domanda all'INPS per il pagamento;
  4. L'INPS eroga l'assegno in unica soluzione entro 60-90 giorni dalla trasmissione del Comune.

Assegno dello Stato

Requisiti

  • Almeno 3 mesi di contributi versati nei 18 mesi anteriori alla data del parto (o all'ingresso in famiglia del bambino in caso di adozione);
  • Contributi non sufficienti per ottenere la maternità INPS standard (per dipendenti, parasubordinate, autonome);
  • Cessazione del rapporto di lavoro prima dell'inizio del periodo di maternità obbligatoria;
  • Cittadinanza italiana, UE, o extra-UE regolare.

Importo 2026

Importo simile all'assegno comunale: circa €1.945 totali in unica soluzione. Aggiornato annualmente con decreto.

Procedura

  1. Domanda telematica all'INPS con il modulo SR23 attraverso il portale www.inps.it;
  2. Allegare: certificato di nascita, estratto contributivo INPS, dichiarazione di cessazione del rapporto di lavoro, IBAN;
  3. L'INPS verifica i requisiti contributivi e liquida in unica soluzione entro 60-120 giorni.

Casi di non cumulabilità

Gli assegni assistenziali NON sono cumulabili con:

  • Indennità di maternità INPS dipendenti;
  • Indennità di maternità della Gestione Separata INPS;
  • Indennità di maternità delle casse private (Forense, Inarcassa, etc.);
  • NASPI con prosecuzione del periodo di maternità;
  • DIS-COLL durante il periodo di maternità.

Sono cumulabili con:

  • Assegno Unico Universale (AUU);
  • Bonus famiglia e altri sostegni assistenziali;
  • Reddito di Inclusione o Assegno di Inclusione (AdI dal 2024);
  • Eventuali borse di studio o assegni regionali specifici.

Adozione e affidamento

Entrambi gli assegni si applicano anche ai casi di adozione e affidamento. La data di riferimento per il calcolo dei 5 mesi è quella dell'ingresso del bambino nella famiglia (per adozione internazionale) o dell'affidamento preadottivo. La domanda si presenta entro 6 mesi da questa data.

Errori operativi

⚠️ Errori che fanno perdere l'assegno
  • Domanda oltre i 6 mesi dalla nascita = diritto perso (per l'assegno comunale);
  • ISEE non aggiornato: l'ISEE deve essere in corso di validità al momento della domanda;
  • Cumulo con NASPI: chi prende NASPI in maternità non può prendere l'assegno del Comune;
  • Documentazione incompleta: il Comune sospende per integrazioni — i tempi si allungano;
  • Permesso di soggiorno scaduto per extra-UE: rinnovarlo prima della domanda.

Conclusioni

Gli assegni di maternità del Comune e dello Stato sono strumenti di tutela "residuale" per chi non rientra nelle coperture standard del sistema previdenziale. Per madri in condizioni economiche difficili e senza copertura contributiva, rappresentano un sostegno importante (€1.945 in 5 mesi sono una mensilità in più di un reddito medio). Per le casalinghe con basso ISEE, sono spesso l'unica forma di tutela maternità: l'attivazione tempestiva della domanda al Comune entro 6 mesi è quindi cruciale. Il patronato e il CAF sono i punti di riferimento per la compilazione corretta.

❓ Domande Frequenti

Dipende dall'ISEE familiare. Se l'ISEE è sotto la soglia (per il 2026 circa €19.000), hai diritto. Importo: circa €390 mensili per 5 mesi (totale circa €1.945). La domanda si fa al Comune di residenza entro 6 mesi dalla nascita del bambino. Documenti: certificato di nascita, ISEE in corso di validità, permesso di soggiorno (per straniere extracomunitarie). Per cittadine italiane o UE basta il certificato di residenza.

Solo se l'ISEE è basso e non hai già diritto alla maternità INPS dipendenti (per cui hai requisiti contributivi). La NASPI già copre il periodo di maternità (con prosecuzione dell'indennità di disoccupazione fino al limite previsto, eventualmente sospesa nei casi di flessibilità). Quindi se prendi NASPI in maternità, l'assegno del Comune non spetta. Verifica con un patronato o CAF la tua situazione specifica.

L'importo 2026 è di circa €390 mensili per 5 mesi = totale circa €1.945. È erogato in unica soluzione dopo la valutazione del Comune e dell'INPS (il Comune comunica l'INPS, che paga). L'importo è aggiornato annualmente con decreto del Ministero del Lavoro sulla base del coefficiente ISTAT.

Sì, all'assegno di maternità del Comune se hai ISEE basso. Se hai versato contributi ma non sufficienti per la maternità INPS standard (es. per parasubordinate o autonome con meno di 3 mesi di contributi nell'anno), hai invece diritto all'assegno di maternità dello Stato (modulo SR23 INPS) che integra la copertura. I due assegni non sono cumulabili: si sceglie quello più favorevole.

No, l'assegno dello Stato (art. 75 D.Lgs. 151/2001) è basato su requisiti contributivi specifici, non su ISEE. Si applica a madri che hanno versato 3 mesi di contributi nei 12 anteriori al parto MA non al periodo immediato pre-parto (quindi non avendo accesso alla maternità INPS standard). L'importo è circa €1.945 totali, simile all'assegno comunale.

Sì, se hai un permesso di soggiorno valido (di durata almeno annuale) e ISEE basso. La normativa (art. 74 D.Lgs. 151/2001 modificato da L. 67/2014) ammette anche le madri extra-UE residenti in regola. Documenti aggiuntivi: copia del permesso di soggiorno valido al momento della domanda, certificato consolare di nascita (se il bambino è nato all'estero in un Paese non UE).

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Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità puramente informative e divulgative. Non costituiscono consulenza legale, fiscale o professionale. Per situazioni specifiche si consiglia di rivolgersi a un consulente del lavoro, un commercialista o un avvocato specializzato in diritto del lavoro. Nonostante il massimo impegno nell'aggiornamento dei contenuti, le normative possono variare: verifica sempre le fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate, Gazzetta Ufficiale).