Buoni Pasto durante Maternità, Parentale, Smart Working: Quando Spettano e Quando No

📅 Aggiornato: 08 May 2026 ⏱️ 8 min di lettura 📊 1,052 parole

🎯 Punti Chiave di Questa Guida

  • I buoni pasto hanno natura giuridica di indennità sostitutiva di mensa, non di voce retributiva fissa: maturano solo nei giorni di lavoro effettivo
  • Durante il congedo di maternità obbligatoria (5 mesi) e il congedo parentale: NON spettano, salvo previsioni specifiche di CCNL o accordi aziendali
  • Durante lo smart working: spettano, secondo giurisprudenza consolidata (Cass. 30630/2022) — il lavoro agile è prestazione effettiva, anche se da remoto
  • Durante la malattia del figlio e altri congedi non retribuiti: di norma NON spettano; alcuni CCNL prevedono mantenimento per congedi brevi (1-3 giorni)
  • Durante permessi 104, riposi giornalieri allattamento, ferie: regole specifiche — i 104 giornalieri spesso fanno perdere il buono, il riposo allattamento può conservarlo
  • Importante: la fungibilità monetaria dei buoni pasto è limitata a €8/giorno (elettronici) o €4/giorno (cartacei) per esenzione fiscale; oltre, sono imponibili
📌 In due righe

I buoni pasto maturano nei giorni di lavoro effettivo. Durante maternità, parentale, malattia figlio: NON spettano di norma. Durante smart working: spettano (Cass. 30630/2022). Per 104 giornalieri, ferie, CIG: niente buono nei giorni di assenza. Per riposi allattamento e part-time: dipende dal CCNL.

Natura giuridica del buono pasto

I buoni pasto (anche detti "ticket restaurant" o "indennità sostitutiva di mensa") hanno una natura giuridica peculiare: sono concepiti come una indennità sostitutiva del servizio mensa aziendale, destinata a coprire le spese del pasto durante la pausa di lavoro. Caratteristiche giuridiche:

  • NON sono retribuzione fissa: non maturano automaticamente con il rapporto di lavoro;
  • Maturano nei giorni di lavoro effettivo con orario tale da rendere necessaria la pausa pranzo (di norma ≥ 6 ore continuative);
  • Beneficiano di esenzione fiscale entro limiti specifici (€8/giorno per buoni elettronici, €4/giorno per cartacei);
  • Sono cedibili a terzi nei limiti della legge (titoli al portatore o nominativi);
  • Possono essere parzialmente reddito imponibile per importi superiori ai limiti di esenzione.

I buoni pasto durante i congedi

Tipo di assenzaBuoni pastoNote
Congedo maternità obbligatoria (5 mesi)❌ NONon c'è prestazione lavorativa
Congedo parentale (10 mesi)❌ NONon c'è prestazione
Congedo paternità obbligatorio (10 gg)❌ NOPeriodo di assenza
Riposi giornalieri allattamento✅ SÌ (di norma)La giornata è "in servizio"
Permessi 104 (3 gg/mese)❌ NO per i giorni di permessoSÌ per i giorni lavorati nel mese
Permessi 104 (2 ore/giorno)⚠️ Variabile per CCNLDipende dall'orario residuo lavorato
Malattia del lavoratore❌ NOPeriodo di assenza
Malattia del figlio❌ NOPeriodo di assenza (alcuni CCNL: SÌ per brevi assenze)
Smart working / lavoro agile✅ SÌCassazione 30630/2022 — prestazione effettiva da remoto
Ferie e ROL❌ NOPeriodo di non lavoro
Permessi retribuiti CCNL⚠️ VariabileDipende dal regolamento aziendale
CIG / Cassa Integrazione❌ NORapporto sospeso
Ricovero o congedo per cure❌ NOPeriodo di assenza

La giurisprudenza sullo smart working

La Cassazione n. 30630 del 17 ottobre 2022 ha stabilito definitivamente che i lavoratori in smart working hanno diritto ai buoni pasto:

"Il diritto al buono pasto non è collegato alla presenza fisica nei locali aziendali, ma alla prestazione lavorativa effettiva e alla durata della giornata lavorativa che giustifichi la pausa pranzo. Il lavoro agile, in quanto modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, comporta gli stessi diritti del lavoro in presenza, salvo diversa pattuizione individuale o collettiva."

La sentenza ha consolidato un orientamento giurisprudenziale che già si stava formando. Oggi:

  • I principali CCNL (Commercio, Metalmeccanici, Bancari, Pubblico Impiego) prevedono espressamente il mantenimento dei buoni pasto in smart working;
  • Gli accordi aziendali individuali rinviano al CCNL o prevedono soluzioni specifiche;
  • Eventuali aziende che continuano a negare i buoni in smart working rischiano contenzioso e sanzioni.

CCNL specifici: alcune particolarità

CCNL Bancari ABI

Il CCNL Bancari prevede il mantenimento del buono pasto durante il congedo di maternità obbligatoria (5 mesi) per le dipendenti del settore creditizio. È una clausola di favore, non standard nel resto dei CCNL. Verifica gli accordi integrativi aziendali.

CCNL Pubblico Impiego

Per i dipendenti pubblici, il buono pasto (o la mensa) è generalmente mantenuto durante alcune assenze brevi (es. permessi orari, malattia di breve durata). Per congedi prolungati (maternità, parentale, aspettativa), il buono non spetta. Per smart working: spetta a seguito della giurisprudenza Cass. 30630/2022 e degli accordi sindacali successivi.

CCNL Commercio - Terziario

Il CCNL Commercio prevede buoni pasto per i giorni di lavoro effettivo. In smart working: confermato il diritto dopo Cassazione 2022. In maternità: di norma sospesi.

CCNL Metalmeccanici Industria

Buoni pasto previsti dagli accordi aziendali, generalmente sospesi durante congedi prolungati. In smart working: confermato il diritto.

Part-time e buoni pasto

Per i lavoratori in part-time, il diritto ai buoni pasto dipende dall'orario giornaliero e dal regolamento aziendale:

  • Part-time orizzontale lungo (es. 6-7 ore/giorno): generalmente buono pasto pieno;
  • Part-time orizzontale corto (es. 4 ore/giorno): spesso il buono non spetta perché manca la pausa pranzo (l'orario è inferiore al limite minimo per la mensa);
  • Part-time verticale (giorni interi alternati): buono pieno nei giorni lavorati;
  • Part-time misto: a calcolo specifico.

Il limite di 6 ore continuative è quello tipico dei CCNL: è la durata che giustifica la pausa pranzo e quindi il buono. Sotto le 6 ore, il datore può legittimamente non riconoscerlo. Eventuali clausole di CCNL o accordi aziendali specifici possono variare.

Esenzione fiscale

I buoni pasto godono di esenzione fiscale parziale ai sensi dell'art. 51 c. 2 lett. c) TUIR:

  • Buoni pasto cartacei: esenti fino a €4 al giorno;
  • Buoni pasto elettronici: esenti fino a €8 al giorno;
  • Importi superiori ai limiti: imponibili IRPEF e contributivi per la parte eccedente.

L'aumento del limite per i buoni elettronici (da €4 a €8) è stato introdotto nel 2020 per favorire la digitalizzazione e l'uso più efficiente. Gli operatori (Edenred, Sodexo, Pellegrini, Up Day, ecc.) emettono prevalentemente buoni elettronici per beneficiare del limite più alto.

Contestazioni e tutele

✅ Cosa fare se il datore non dà i buoni in smart working
  1. Verifica il CCNL e l'accordo aziendale: in genere prevedono il mantenimento;
  2. Comunica per iscritto al datore la richiesta di erogazione dei buoni, citando la giurisprudenza Cass. 30630/2022;
  3. Coinvolgi il sindacato/RSU per intermediazione;
  4. Se il datore persiste: richiesta scritta di restituzione degli arretrati con maturazione degli interessi;
  5. Azione giudiziaria: il giudice del lavoro ordina la consegna dei buoni o l'equivalente monetario, con eventuale risarcimento;
  6. Tempi: meglio agire entro 5 anni (termine prescrizione retributiva).

Errori comuni

⚠️ Cosa NON pensare
  • "I buoni pasto sono parte dello stipendio": NO, sono indennità sostitutiva di mensa, condizionata alla prestazione effettiva;
  • "In smart working non li danno perché non vado in mensa": dopo Cass. 2022 questa argomentazione è sbagliata;
  • "In maternità mantengo i buoni": NO, salvo specifica clausola CCNL (es. Bancari ABI);
  • "Posso convertire i buoni in stipendio": il datore non è obbligato e perderebbe l'esenzione fiscale;
  • "Sono part-time corto, ho diritto al buono": dipende dall'orario giornaliero (in genere serve ≥ 6 ore).

Conclusioni

Il diritto ai buoni pasto è uno degli aspetti meno noti del rapporto di lavoro durante i congedi familiari, e spesso fonte di contestazioni. La regola base è semplice: i buoni maturano nei giorni di lavoro effettivo, e si interrompono nei periodi di assenza. La grande eccezione è lo smart working, oggi pienamente equiparato al lavoro in presenza grazie alla Cassazione del 2022. I CCNL possono prevedere clausole di favore (es. CCNL Bancari per la maternità), che vanno verificate caso per caso. Per chi ha dubbi, il sindacato e il patronato sono il primo punto di consulenza, e in caso di violazioni la giurisprudenza è ormai consolidata e di immediata applicazione. La perdita dei buoni pasto durante un periodo di congedo può sembrare marginale (€8/giorno), ma su 5 mesi di maternità sono circa €800: vale la pena conoscere le regole.

❓ Domande Frequenti

Generalmente NO. I buoni pasto hanno natura di "indennità sostitutiva di mensa": presuppongono la prestazione lavorativa con orario tale da rendere necessaria la pausa pranzo. Durante il congedo di maternità obbligatoria (5 mesi) non lavori, quindi i buoni non maturano. Eccezione: alcuni CCNL prevedono mantenimento parziale del buono pasto durante la maternità (es. CCNL Bancari ABI, alcuni accordi aziendali). Verifica il tuo CCNL all'articolo "Buoni pasto" o "Indennità sostitutiva mensa".

NO, di norma. Durante il congedo parentale (al 30%/80% INPS) non c'è prestazione lavorativa, quindi i buoni pasto non maturano. Anche durante frazioni di parentale a giornate: nei giorni di assenza, niente buono. Nei giorni di rientro al lavoro tra un periodo di parentale e l'altro, il buono spetta normalmente. Esempio: parentale 5 giorni, poi 5 giorni di lavoro, poi parentale 5 giorni → buoni pasto solo per i 5 giorni lavorati.

, secondo giurisprudenza consolidata (Cassazione 30630/2022 e altre). Il lavoro agile è prestazione lavorativa effettiva, anche se da remoto: il datore non può negare il buono pasto solo perché lavori da casa. La motivazione: i buoni pasto hanno funzione "alimentare" durante la pausa, indipendentemente dal luogo di prestazione. Alcune aziende avevano sospeso i buoni in smart working: la Cassazione ha sancito che è discriminatorio. Prevalentemente i CCNL e gli accordi aziendali oggi prevedono espressamente il mantenimento.

NO, di norma. La malattia del figlio è un congedo (anche se non retribuito): non c'è prestazione, niente buono pasto. Tuttavia, alcuni CCNL (es. CCNL Pubblico Impiego in alcuni comparti) prevedono il mantenimento per brevi assenze (1-3 giorni) per garantire continuità di trattamento. Verifica nel tuo CCNL.

NO per i giorni di permesso: nei giorni in cui usi il permesso 104, non lavori e non maturano buoni. Nei giorni lavorati nello stesso mese, i buoni maturano normalmente. Esempio: 22 giorni lavorativi al mese, 3 di permesso 104 → 19 buoni pasto al mese.

Generalmente SÌ. I riposi giornalieri (1-2 ore) non sospendono il rapporto di lavoro: la lavoratrice è "in servizio" per la giornata, anche se con riduzione oraria. Il buono pasto matura normalmente, perché la giornata è considerata "lavorata". Eccezione: se il riposo è "cumulato" all'inizio o alla fine del turno e l'orario residuo è inferiore al limite per il buono (in genere 6 ore), in alcuni CCNL il buono potrebbe non spettare. Verifica il regolamento aziendale.

No, non a libera scelta del lavoratore. I buoni pasto hanno una natura giuridica specifica (indennità sostitutiva di mensa) e una esenzione fiscale particolare (€8/giorno per buoni elettronici, €4/giorno per cartacei). Convertire in stipendio toglie l'esenzione fiscale: il datore dovrebbe versare un'indennità "monetaria" tassata IRPEF. La sostituzione è possibile solo per accordo individuale o di CCNL.

No, durante la CIG (Cassa Integrazione Guadagni) e altri ammortizzatori sociali, i buoni pasto non maturano: il rapporto di lavoro è sospeso, manca la prestazione effettiva. Se la CIG è parziale (es. solo alcuni giorni a settimana), i buoni maturano nei giorni effettivamente lavorati.

Dipende dall'orario giornaliero e dal CCNL. Generalmente: part-time orizzontale lungo (es. 6 ore/giorno) → buoni pasto interi nei giorni lavorati. Part-time orizzontale corto (4 ore/giorno) → spesso il buono non spetta perché manca la pausa pranzo (orario inferiore a 6 ore). Part-time verticale → buoni interi nei giorni di lavoro pieno. Il limite è di solito fissato dal CCNL: verifica il tuo contratto. Per il calcolo: se hai pausa pranzo prevista, il buono spetta; se no, il datore può non darlo.

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⚠️ Disclaimer

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità puramente informative e divulgative. Non costituiscono consulenza legale, fiscale o professionale. Per situazioni specifiche si consiglia di rivolgersi a un consulente del lavoro, un commercialista o un avvocato specializzato in diritto del lavoro. Nonostante il massimo impegno nell'aggiornamento dei contenuti, le normative possono variare: verifica sempre le fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate, Gazzetta Ufficiale).